Ultimo aggiornamento martedì, 13 novembre 2018 - 19:31

Napoli, sette famiglie rifiutano bimba down: papà single la adotta

Cronaca
8 novembre 2018 10:59 Di Fabiana Coppola
3'

La storia di Alba e Luca non è recente infatti il super papà ebbe in affido la bimba, che oggi ha 18 mesi, a poche settimane dalla nascita. La vicenda fece scalpore perché ben sette famiflie in attesa di adozione rifiutarono la bimba affetta da sindorme di down e abbandonata in ospedale dalla madre dopo il parto. Il Tribunale decise così di affidare l apiccola a Luca Trapanese che aveva chiesto di diventare papà e che desiderava in particol modo accudire un bambino disabile o vittima di violenza.

La descisione coraggiosa che ha preso Luca la racconta in un libro in uscita per Einaudi scritto a quatto mani con Luca Mercadante ovvero “Nata per me“. Al Corriere del Mezzogiorno l’uomo ha anitcipato qualche dettaglio sulla decisione presa in merito all’adozione:

“Non avevo nessuna paura di adottare un bambino disabile. Era un’idea maturata in passato, con il mio compagno Eduardo, dal quale poi però mi sono separato. In realtà prima pensavamo di ricorrere a una madre surrogata, poi capimmo di poter dare un’opportunità a un bambino difficile da collocare. Da quando avevo 14 anni faccio volontariato e lavoro con disabili e quindi ritenevo di avere gli strumenti adatti per farlo. Dopo la separazione con il mio compagno, è stata l’opzione che per me ha prevalso. Così ho fatto richiesta nel registro speciale che consente ai single di adottare in condizioni particolari”.

Luca fa molto per chi è disabile, ha fondato a Napoli  l’associazione “A ruota libera”, che si occupa di ragazzi Down, e poi “La casa di Matteo”, per bambini gravemente ammalati. Infine anche “Il borgo sociale”, a Marzano Appio, con tre residenze, fattoria, apicultura e tante altre attività per l’inserimento dei disabili nella vita lavorativa.

Per quanto rigurda i punti di riferiemnto femminili il papà single specifica:

Nella sua vita ci sono tante figure di riferimento, a cominciare dalla tata Luisa e dalla sua madrina che è una delle mie migliori amiche oltre che coordinatrice di “A ruota libera”. Poi ha anche due nonne“.

Un’argomento che Luca affronta con grande tatto è l’accettazione della disabilità, un momento non semplice per i genitori che lui prova a descrivere:

“Quando arriva un figlio hai tante aspettative, vuoi che sia migliore di te, che faccia cose grandiose… il disabile distrugge queste aspettative, è il simbolo di un fallimento genetico. Poi quasi sempre diventa un figlio amatissimo. Io non ho vissuto questo drammatico inizio, ero già preparato. E sapevo che i Down sono di solito felici, allegri, giocosi, positivi. Spesso parlano con se stessi e si spronano da soli. Oggi non sono più “mongoloidi”, lavorano, fanno logopedia, psicomotricità, hanno delle potenzialità da sviluppare”.

 

 

 

LEGGI COMMENTI