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Napoli: neonata down affidata a un single, era stata abbandonata in ospedale

Cronaca
4 Ottobre 2017 11:36 Di Fabiana Coppola
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La mamma partorisce una bambina affetta dalla sindrome di Down, ma non se la sente di crescere la piccola. Abbandona la creatura in ospedale, nemmeno il papà se la sente di riconoscere e crescere la bimba e allora il caso finisce al giudice del tribunale dei minori di Napoli. Non termina qui però la storia, non appena vengono avviate le procedure per l’adozione le famiglie in lista d’attesa iniziano ad essere contattate, ma nessuna accetta la creatura.

Ben 7 i “no” ricevuti dalle famiglie contattate desiderose di adottare un piccolo, un bambino da poter crescere, ma solo se sano e forte. Nessuno dei futuri genitori contattati si è sentito in grado di affrontare la responsabilità di crescere una bambina down. Si è dunque dovuti ricorrere a un’adozione “speciale”.

Esiste una legge in Italia che prevede adozioni speciali, sia nazionali che internazionali, in caso di grave disabilità. Così anche chi non vive in coppia può adottare, proprio come è capitato a questo uomo single, il cui stato civile non lo ritiene in generale idoneo a diventare papà. La legge 184 del 1983 che, all’articolo 44, parla di “adozioni speciali” e così una persona non ritenuta in grado di essere genitore, lo diventa in questo caso specifico. Ora per la piccola e l’aspirante papà inizia un periodo di prova, il pre-affidamento, al termine del quale i giudici valuteranno l’inserimento definitivo della bambina nella nuova famiglia. Insomma nessuna coppia voleva la bambina e così si è passati ai single. Criteri per decidere chi è in grado di diventare genitore sbagliati? C’è da riflettere…

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