Ultimo aggiornamento martedì, 13 novembre 2018 - 19:31

In America per una rara forma di leucemia, Giuseppe torna a casa: “Ha vinto la vita”

Cronaca
8 novembre 2018 09:01 Di redazione
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“Ha vinto la vita, Giuseppe può tornare a Marcianise”. Con un lungo post su Facebook il sindaco Antonello Velardi annuncia il ritorno a casa del giovane concittadino dopo mesi in America per curare una forma rara di leucemia. E’ la storia di Giuseppe Moriello e di un’intera città (e non solo) mobilitatasi nei mesi scorsi per aiutare la famiglia del ragazzo a sostenere le spese e le cure negli Usa.

“La battaglia è vinta, per adesso è vinta. Dopo una lunga degenza in ospedale a Kansas City, torna a Marcianise Giuseppe Moriello, il giovane nostro concittadino per il quale nei mesi scorsi è scattata una grande gara di solidarietà collettiva che ha visto coinvolto migliaia e migliaia di persone di buona volontà.

I medici americani hanno dato il loro assenso: Giuseppe sta molto meglio, le cure sperimentali per debellare una rarissima grave forma di leucemia hanno prodotto i loro effetti e perciò può tornare a casa. Bisogna lottare ancora, ma Giuseppe è rinato.

È una notizia straordinaria, la notizia tanto attesa da tutti noi. La vicenda ci ha toccato moltissimo: è stata una disperata corsa contro il tempo, una lotta impari per battere la morte e far vincere la vita. Ha vinto la vita!

Giuseppe è in partenza in queste ore dagli Stati Uniti con la mamma e la sorella Angela, straordinarie per il loro coraggio e la loro tenacia: sarà di nuovo in Italia domani giovedì. Il lungo viaggio in aereo lo debiliterà ma i medici lo hanno autorizzato: può viaggiare, ce la fa. A Marcianise riabbraccerà l’intera città ma, soprattutto, i suoi meravigliosi amici che hanno combattuto come leoni al suo fianco con l’iniziativa Mano nella mano con Giuseppe. L’ho scritto e lo ripeto: gli amici che ognuno di noi sogna di avere.

Ringrazio qui – ma lo farò ufficialmente nelle prossime ore – a nome della città, per tutto il supporto dato e per il fondamentale aiuto, la comunità italiana di Kansas City con in testa il console Gino Serra, e gli Uffici preposti del Ministero degli Esteri. Ringrazio – il minimo che possa fare – I medici americani per le cure e l’assistenza e i dirigenti sanitari di Caserta e della Campania per l’eccezionale contributo economico.

Ma ringrazio tutti, uno per uno, quelli che hanno combattuto questa battaglia. Uno per uno, uno per uno. Siamo la dimostrazione che uniti si può, che tutti insieme si vince. A Giuseppe un forte abbraccio e un caldo bentornato!”.

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