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Contromano in tangenziale uccise due persone, condanna dimezzata a Mormile

Per i giudici della Corte d'Appello si tratta di omicidio colposo e non volontario. "Grazie" al rito abbreviato la pena è di 10 anni e due mesi

Cronaca
26 giugno 2018 15:41 Di Mario Liguori
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E’ stato un omicidio colposo e non volontario. Questa la decisione dei giudici della corte di Appello di Napoli che hanno dimezzato la condanna inflitta in primo grado ad Aniello Mormile, il 31enne dj di Pozzuoli che il 25 luglio del 2015 percorse contromano, e per circa 5 chilometri, la tangenziale di Napoli per poi schiantarsi contro un’altra vettura e provocare due morti.

Da 20 anni ricevuti il 14 luglio 2016 ai 10 anni e due mesi inflitti oggi nel processo con rito abbreviato che prevede lo sconto di un terzo della pena. Mormile, difeso dai penalisti Stefano Montone e Gaetano Porto, ha sempre sostenuto di non ricordare nulla di quella notte dove morirono la fidanzata, Livia Barbato, 22enne di Fuorigrotta, e il commerciante Aniello Miranda, 48enne di Torre del Greco.

Una sentenza che ha provocato rabbia e indignazione tra i familiari delle due vittime, alcuni dei quali presenti in aula durante la lettura del dispositivo.

Mormile era a bordo di una Renault Clio quando, poco prima dei caselli di Pozzuoli, fece inversione di marcia e imboccò la tangenziale contromano. Percorse oltre 5 chilometri andando poi a scontrarsi, all’altezza dello svincolo di Fuorigrotta, con la Fiat Panda. Per il commerciante non ci fu nulla da fare: morì sul colpo. La fidanzata invece (che era stesa sul sediolino posteriore) è deceduta poco dopo l’arrivo all’ospedale Cardarelli. Ferite non gravi invece quelle riportate da Mormile.

IL VIDEO LIVE GIRATO DAL LETTORE VINCENZO LUCIANO RUSSO 

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