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Cosa prevede il contratto di governo tra M5S e Lega

Ore decisive queste in cui Di Maio e Salvini stanno mettendo a punto il patto per dare un governo all'Italia. In attesa il presidente Mattarella

Politica
16 maggio 2018 17:34 Di redazione
7'

Entro la fine della settimana i punti sui quali il Movimento 5 Stelle e la Lega dovrebbero governare l’Italia, saranno ufficializzati. A meno di clamorosi dietro front sarà un governo grillo – leghista a guidare il paese per i prossimi 5 anni. Una volta sviluppato il contratto definitivo da presentare ai cittadini si passerà alla fase del “toto nomi” per la formazione dell’esecutivo, dal premier ai ministri. L’elenco sarà consegnato nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che dovrà dare il conseguente mandato. La parola passerà poi al parlamento che dovrà dare o meno la fiducia, entrando finalmente in funzione.

L’Huffington Post ha pubblicato in esclusiva la bozza di questo fatidico contratto di governo. Nonostante non siano spiegate nei dettagli le modalità con le quali sarà realizzato, vediamo cosa prevede tema per tema:

Il primo argomento che balza subito agli occhi è quello che concerne la formazione di un “Comitato di conciliazione“, un organo che rischierebbe di sovrapporsi al Consiglio dei ministri e che potrebbe creare dell’empasse istituzionali: “Nel caso in cui le diversità persistano verrà convocato un Comitato di Conciliazione. I contraenti si confronteranno in questo Comitato per giungere a un dialogo in caso di conflitti, al fine di risolvere i problemi. Ma la sua funzione scatta anche quando si tratta di elaborare una posizione comune nel caso si presentino tematiche estranee al presente contratto ovvero questioni di carattere d’urgenza e/o imprevedibili al momento della sottoscrizione di questo contratto. Il Comitato dunque non serve solo a sedare i conflitti interni ma a prendere nuove decisioni in materia rilevanti, quali ad esempio: crisi internazionali, calamità naturali, problemi di ordine e di salute pubblici. Il Comitato infine si riunisce anche in caso sia richiesto da uno dei contraenti per esaminare questioni ritenute fondamentali. L’organismo è composto da: il Presidente del Consiglio dei Ministri, il capo politico di M5S e il segretario federale della Lega. I capigruppo di Camera e senato delle due forze politiche e il ministro competente per materia. Alle riunioni partecipa anche come uditore il membro del governo responsabile dell’attuazione del programma nonché eventuali soggetti individuati dal Comitato“.

Conflitto d’interessi e giustizia

Riteniamo che debba qualificarsi come possibile conflitto di interessi l’interferenza tra un interesse pubblico e un altro interesse, pubblico o privato, che possa influenzare l’esercizio obiettivo, indipendente e imparziale, di una funzione pubblica, non solo quando questo possa portare a un vantaggio economico a chi esercita la funzione pubblica e sia in condizione di un possibile conflitto di interessi, ma anche in assenza di un vantaggio immediatamente qualificabile come monetario“. Viene affermata l’incompatibilità tra chi dovrà ricoprire una carica politica ed ha allo stesso interessi nel pubblico e / o nel privato. Un colpo a Silvio Berlusconi?

Più pene, più carceri, più intercettazioni, riforma della prescrizione e più tribunali“: lo zoccolo duro del programma giustizialista è basato sul potenziamento della legislazione anti-corruzione. L’idea è quella di introdurre il “Daspo per i corrotti e corruttori“, “dell’agente sotto copertura” e “dell’agente provocatore“.

Immigrazione

Su questo tema sarà dato molto margine d’azione alla Lega rispetto al punto precedente dedicato alla giustizia. Il fulcro del programma sarà quello di espellere gli immigrati irregolari e clandestini e di promuovere un piano di distribuzione delle quote delle persone richiedenti d’asilo che arrivano nel continente, tra tutti i paesi che fanno parte dell’Unione Europea. Infine, linea dura contro l’Islam con la “chiusura delle moschee e delle associazioni islamiche radicali“.

Euro ed Unione Europea

È prevista una via d’uscita dalla moneta unica: “Introdurre specifiche procedure tecniche di natura economica e giuridica che consentano a singoli Stati di uscire dall’euro e recuperare la propria sovranità monetaria, o di restarne fuori attraverso una clausola di opt-out (rinuncia, ndr) permanente per avviare un percorso condiviso di uscita concordata in caso di chiara volontà popolare“. Inoltre, è previsto anche: “Necessaria una ridiscussione dei Trattati dell’Ue. Il Patto di Stabilità e di Crescita va modificato radicalmente, a partire dai vincoli stringenti, infondati e insostenibili dal punto di vista economico e sociale. Inoltre, a livello di budget, si prevede di ridiscutere il contributo italiano all’Ue in vista della programmazione 2020“.

Politica estera

Su questo punto vi è una sintesi un pò estrema che prevede il rispetto del Patto atlantico con la volontà di restare nella Nato e nel riconoscere gli Usa come alleato principale. Tuttavia viene ribadita la necessità di eliminare le sanzioni alla Russia, paese con il quale è necessario avere una relazione privilegiata. Inoltre saranno riviste tutte le missioni che l’Italia sta conducendo militarmente all’estero.

Il debito pubblico

Questa è una delle misure più importanti ed allo stesso tempo delicate e difficili da realizzare, soprattutto considerando l’ambito comunitario. Si tratta di una drastica riduzione del debito pubblico che oggi ammonta a circa 2.302 miliardi di euro, quasi il 13% del Pil. La cifra da abbonare sarebbe di almeno 250 miliardi. Inoltre, un altro provvedimento che dovrebbe addirittura abbattere il debito di almeno 10 punti consiste nella vendita del patrimonio immobiliare dello Stato agli italiani.

La Flat tax

È stato il cavallo di battaglia del centro destra durante al campagna elettorale e nella bozza di contratto vi sono dedicate le seguenti parole: “La parola chiave è flat tax, caratterizzata dall’introduzione di aliquote fisse, con un sistema di deduzioni per garantire la progressività dell’imposta in armonia con i principi costituzionali“.

Lavoro e pensioni

L’alleanza tra M5S e Lega prevede lo smantellamento del Jobs Act del governo Renzi e il superamento della legge Fornero. Nello specifico si parla di re-introduzione dei voucher come “strumento, agile ma chiaro e semplice, che non si presti ad abusi per la gestione dei rapporti di lavoro accessorio“. Invece, per quanto riguarda la legge Fornero è previsto un suo superamento con lo stanziamento di “5 miliardi per agevolare l’uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse. Inoltre daremo fin da subito la possibilità di uscire dal lavoro quando la somma dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100, con l’obiettivo di consentire il raggiungimento dell’età pensionabile con 41 anni di anzianità contributiva, tenuto altresì conto dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti“.

Reddito di cittadinanza

È il marchio di fabbrica del M5S che dovrebbe garantire ai beneficiari 780 euro mensili, per i quali è previsto uno stanziamento di 17 miliardi annui. Per quanto riguarda le coperture, però, dovrà pensarci Bruxelles: “Andrà avviato un dialogo nelle sedi comunitarie al fine di applicare il provvedimento A80292/2017 del parlamento europeo, che garantirebbe l’utilizzo del 20 per cento della dotazione complessiva del Fondo Sociale Europeo per istituire un reddito di cittadinanza anche in Italia“.

Sanità, scuola e cultura

Per quanto riguarda il capitolo sanità l’obiettivo è evitare corruzione, clientelismo, nomine di dirigenti amici dei politici e recupero delle risorse tagliate. Sulla cultura è prevista la riforma del Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS) per modificare le modalità dei finanziamenti per mettere al centro “la qualità dei progetti artistici“. In merito al capitolo scuola l’unico comandamento è smantellare per intero la riforma renziana della “Buona scuola. Infine per l’università è prevista una “revisione del sistema di accesso ai corsi a numero programmato, attraverso la verifica preventiva delle effettive attitudini degli studenti. Quanto alla Ricerca, l’obiettivo che si pone il Governo è, molto vagamente, di “superare la precarietà“.

Sport

Il patto M5SLega prevede una radicale riforma del CONI: “Il Governo deve assumere con maggiore attenzione il ruolo di controllore delle modalità di assegnazione e di spesa delle risorse destinate al Coni. Bisogna quindi rivederne le competenze e i rapporti con altri ministeri. Fatta salva l’autonomia, infatti, si prevede che il Governo sia compartecipe delle modalità con cui vengono spesi e destinati i contributi pubblici assegnati al Coni e trasmessi alle Federazioni“.

VISUALIZZA LA BOZZA DI CONTRATTO

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