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Ucciso perché voleva fumare marijuana, il killer sul luogo del delitto: “Chi è morto?”

Cronaca
16 aprile 2018 18:51 Di redazione
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Emergono particolari inquietanti in merito all’omicidio di Antonio Alexander Pascuzzo, il 19enne di Buonabitacolo (Salerno) ucciso a coltellate da un suo conoscente, Karol Lapenta, 18 anni, per motivi di droga. Proprio il killer, che ha subito confessato ai carabinieri, era tornato sul luogo del delitto sabato pomeriggio confondendosi tra le persone presenti e chiedendo addirittura cosa fosse accaduto.

Il tutto mentre le forze dell’ordine e i sanitari della croce rossa recuperavano il cadavere di Antonio. Karol, giovane di origini polacche adottato da una famiglia di Buonabitacolo è andato via quando il carro funebre ha lasciato la zona. Il delitto di cui si è macchiato è venuto a galla poche ore dopo quando i carabinieri, dopo aver controllato il cellulare della vittima, sono venuti a conoscenza dei contatti avuti tra i due poco prima dell’omicidio.

Tutto è nato dalla pretesa dell’assassino di ricevere della marijuana che la vittima aveva con se. Era la sera di venerdì 6 aprile. Ne è nata una lite degenerata poi nel sangue, con Karol che ha accoltellato per ben sette volte Antonio, uccidendolo. Poi ha trascinato il corpo per circa 50 metri lasciandolo sul greto del canale privo di acqua dove è stato ritrovato nel pomeriggio di sabato.

Secondo quanto emerso dall’autopsia, Antonio è stato ucciso da una coltellata letale al cuore e diverse altre alla schiena ed una ecchimosi sul volto, a seguito di un violento calcio, e su di un polso.

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