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Buffon come Zidane, addio macchiato dalla vergogna

Calcio Napoli
12 aprile 2018 12:32 Di Ciro Cuozzo
5'

Sei al minuto 93 di una partita dove la tua squadra sta portando a termine una clamorosa rimonta dopo il 3-0 (con tanto di rovesciata di CR7) subito davanti ai tuoi tifosi all’andata. Mancano pochi secondi per andare a giocarsi le semifinali di Champions League ai tempi supplementari quando un intervento del tuo difensore centrale (Benatia) travolge l’attaccante avversario (Lucas Vasquez) all’altezza dell’area piccola e il rigore è inevitabile. Vedi la fine vicina, la tua ultima partita in Europa macchiata da un intervento scomposto di un tuo compagno di squadra e, nonostante i 40 anni, perdi la testa e dai vita a uno spettacolo indegno che chiude nel peggiore dei modi una carriera da numero uno.

Lo sfogo di Gigi Buffon è già storia. Le sue parole inqualificabili sono la fotografia peggiore di come la sportività e lo stile vanno a farsi benedire quando una clamorosa rimonta è vanificata non certo per colpa dell’arbitro, che concede un rigore sacrosanto al Real Madrid. E invece Michael Oliver, fischietto inglese, è stato coperto di offese dal Gigione nazionale. Una raffica di improperi  che – ci auguriamo – saranno seguiti nelle prossime ore da scuse ufficiali da chi rischia di chiudere la sua carriera in ambito internazionale alla stregua dell’attuale allenatore del Real, Zinedine Zidane, protagonista nella finale dei Mondiali del 2006 della famosa testata a Materazzi che gli costò l’espulsione prima dei calci di rigore che regalarono all’Italia il suo quarto campionato del mondo.

Contatto Benatia-Vasquez, rigore solare

Le parole di Buffon sono il nuovo manifesto dell’antisportività e della mentalità che da decenni contamina il calcio italiano. Ve le riproponiamo perché sono indifendibili, inqualificabili. Ci dispiace per tutti i bambini che alla fine di una gara emozionate, di quelle che ti avvicinano ancora di più a questo fantastico sport, hanno assistito allo sfogo indecente sia in campo (anche se lì, a caldo, è un tantino più comprensibile) che nell’intervista post gara di un simbolo del calcio italiano.

“Tu non puoi avere il cinismo di distruggere il sogno di una squadra che ha messo tutto in campo. Ha voluto farsi protagonista di una serata, evidentemente non ha la personalità per calcare certi palcoscenici. Se non hai la personalità, stai in tribuna con la famiglia, mangia i fruttini, bevi la Sprite e guardati lo spettacolo. Non sai che squadre si stanno affrontando, non sai niente di quello che sta succedendo, praticamente non sai un cazzo.

“Se fai così – prosegue Buffon -, hai un bidone dell’immondizia al posto del cuore. Non puoi condizionare una partita con una decisione su un episodio stradubbio, anzi di più. Devi avere la sensibilità di capire il disastro che stai facendo. E allora mandi qualche altro arbitro. Questo tipo di sensibilità deve albergare in ogni uomo. Deve aver visto la partita d’andata, deve capire il contesto. In questa condizione, non possono mancare rabbia e rammarico per com’è andata stasera. Abbiamo costruito il nostro piccolo sogno mattone dopo mattone, siamo partiti con zero possibilità e stavamo compiendo un’impresa. Il risultato di Torino non lasciava il minimo spazio di immaginare una rimonta. Noi siamo uomini di sport e sapevamo che potevamo costruire una speranza. Anche per questo fa più male non aver avuto la possibilità di arrivare ai supplementari”.

Altra vergogna è il gesto di Giorgio Chiellini che, riferendosi al rivale Varane, mima i soldi dati all’arbitro e pronuncia due parole (“You pay”) dopo l’assegnazione del calcio di rigore. Che dire. Reagire male alla decisione dell’arbitro ci può stare dopo una rimonta pazzesca. Degenerare e dire volgarità decisamente meno. Senza parole anche il post partita negli studi di Mediaset Premium dove giornalisti, opinionisti e tecnici (l’ex arbitro Cesari in primis) hanno fatto da cassa di risonanza allo “stile Juventus” senza mai obiettare nulla. Anzi, Graziano Cesari è stato addirittura capace di asserire – immaginiamo dopo un’attenta analisi – che il rigore concesso al Real Madrid era inesistente. Insomma, da Mediaset Premium a Juve Channel è un attivo.

Lo “stile Juve” non poteva che essere ulteriormente ribadito dal suo presidente, quel Andrea Agnelli coinvolto anche in inchieste sui rapporti con frange della curva bianconera vicine alla ‘ndrangheta. “Ci sono tanti Paesi che hanno implementato la Var, – spiega il presidente bianconero – penso a tanti episodi che hanno penalizzato le squadre italiane: il processo di introduzione della Var nelle coppe va accelerato. Qua si tratta di andare avanti dopo avere ampiamente meritato, non di vincere o di perdere. Qualche riflessione sul designatore (Pierluigi Collina, ndr) e sulla sua evidente vanità va fatta, un designatore che ha una responsabilità così alta va cambiato”.

L’unico a mantenere l’equilibrio è stato Massimiliano Allegri, bravo a non farsi coinvolgere in una fantomatica caccia alle streghe da giocatori e società poco abituati ad accettare il verdetto del campo.

P.S. Gigi Buffon l’unica cosa che avrebbe dovuto fare dopo l’assegnazione del rigore era provare a parare Cristiano Ronaldo. 

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