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Napoletani scomparsi in Messico, come funzionava il giro dei generatori elettrici

Padre, figlio e nipote gestivano una rete di vendita di prodotti falsi

Cronaca
9 marzo 2018 17:35 Di redazione
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Continuano le indagini per scoprire cosa è accaduto ai tre napoletani scomparsi in Messico e per ritrovarli. Raffaele Russo, Antonio Russo e Vincenzo Cimmino, rispettivamente padre, figlio e nipote sono scomparsi lo scorso 31 gennaio da Tecalitlàn e di loro non si è più saputo nulla. Per le autorità messicane sono stati sequestrati dal Cartel Nueva Generaciòn de Jalisco, organizzazione criminale che si occupa degli affari illeciti della zona.

I tre napoletani in Messico lavoravano in un giro di generatori elettrici falsi, che venivano rivenduti a prezzi d’oro ai contadini sprovveduti della zona. Il sistema, secondo quanto riportato da La Stampa, era molto sofisticato. Queste macchine erano acquistate in Cina, da lì erano esportate via nave nei Paesi di destinazione. In Messico venivano sbarcati a Veracruz dall’Atlantico e Lazaro Cardenas dal Pacifico. La merce era poi smistata nei vari magazzini dove veniva falsificata in modo ineccepibile, con fatture d’acquisto e certificati di garanzia. I prodotti così sembravano essere Bosh, Caterpillar e Yamaha.

I RITI CANNIBALI NEL CARTELLO CRIMINALE COINVOLTO NELLA SPARIZIONE DEI TRE NAPOLETANI 

Dai magazzini poi questi generatori partivano e venivano smerciati nelle varie zone. Il venditore all’acquirente raccontava di averlo avuto a una fiera e che il valore senza tasse era di 2000 dollari piuttosto che 10000. Questa rete di commercio è troppo grossa per essere gestita solo da tre persone. Basti pensare che pochi giorni fa è stato arrestato un altro napoletano di 24 anni a Guanajuato perché accusato di gestire la medesima truffa.
Il gioco finisce quando questi macchinari, essendo falsi, si rompono o cominciano a funzionare male dopo poco tempo. Secondo le autorità messicane, i tre napoletani scomparsi potrebbero aver venduto alla persona sbagliata un generatore mal funzionante, che avendo scoperto la truffa e essendo obbligati a proteggere i contadini della zona, hanno deciso di punirli.

 

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