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Le nozze dei “femminielli”, un rito della tradizione dimenticata

Prima la serenata e poi la funzione propiziatoria di chi è "metà gay e metà transessuale"

Curiosità
7 Dicembre 2017 15:43 Di Andrea Aversa
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“Nonostante tutto siamo ancora qui”, ed è attraverso una serenata ad Ercolano ed uno sposalizio a Pagani che l’orgoglio dei “femminielli” si è esaltato. Una cerimonia tratta dal matrimonio della Zeza, moglie di Pulcinella nella commedia dell’arte. Persone che rivendicano la propria identità sessuale nonostante le discriminazioni e spesso le violenze.

Una festa che ha coinvolto un intero popolo, per noi è una soddisfazione oltre che una gioia. Il femminiello faceva la ‘riffa’, cioè il sorteggio dei numeri. Un tempo ci si occupava del proprio vicolo e del proprio quartiere. Si tratta di una commedia fatta in strada. un rito che ha origine secoli fa e che veniva festeggiato a Carnevale. Oggi si festeggia a novembre nel giorno di San Martino“.

Racconta Bruno Buoninconti: “È la prima volta che ad Ercolano si organizza la serenata dei ‘femminielli’ per la futura sposa. Io sono a metà strada tra l’essere gay e l’essere transessuale”. “La bellezza di questa messa in scena è che non ha senso. C’è un femminile che non è femmina, un virile che non è virile: esiste un elemento di gioco, un modo di ridere sulla serietà delle convenzioni”, ah invece detto Ciro “Ciretta” Cascina.

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