Ultimo aggiornamento lunedì, 11 dicembre 2017 - 21:08

Ansia da prima

Stasera la prima dello spettacolo tratto dal "Il Sacrificio di Eva Izsak” (Chiarelettere) di Januaria Piromallo (Premio Speciale Elsa Morante)

Cultura
23 novembre 2017 17:16 Di Juanuaria Piromallo
3'

Mi sveglio e sono da rottamare, peggio del PD di Matteo Renzi. Ho male ovunque, la schiena, gli occhi, non muovo il braccio sinistro ( vabè per scrivere   al computer  questo articolo uso il destro).

Sarà l’agitazione del Gran Debutto.“ Possibile che debba arrivare  stasera al Teatro Stabile Mercadante come una vecchia carretta?
Mi consola che ad accogliermi ci sarà Renzi, quello bello e bravo, Andrea (considerato l’erede di Tony Servillo) che insieme a Teresa Saponangelo, attrice multi talenti, sotto la sapiente regia di Alessandra Felli (della scuola di Luca De Fusco, non so se mi spiego) daranno voce e anima alla mia Eva, aggiungendo un tassello di verità alla sua tragica fine. Il primo Femminicidio Ante Litteram, prima che, noi giornalisti, inventassimo l’odioso termine.

Mi sento a pezzettini, mi affido agli esperti in materia: chiamo Giuseppe De Rosa, oculista da cinque generazioni, cura gli occhi belli anche di Claudia Cardinale quando è stata al teatro Politeama per le prove del suo spettacolo. Mi tranquillizza sulle stelline dentro gli occhi si tratta solo di “un corpo vitreo mobile”. Il nome sembra anche poetico, in gergo le chiamano le mosche volanti. E’ la cornea che si spacca. Poi chiamo Carlo Piergentile, professore di ortopedia, mi spedisce al CMN, centro medicina nucleare, per fare una risonanza magnetica. Agli OKI sostituisco un’infusione di artigli del diavolo, antinfiammatorio naturale, e più consono all’argomento. Anche in carrozzina, ma alla Prima di Eva non mancherò. Ho aspettato tanto questo momento.

Lacrime di commozione. Sono lusingata che un teatro prestigioso e coraggioso come il Mercadante abbia squarciato  il velo su una storia che fa male  come quella di Anna Frank. Ringrazio l’avvocato Gennaro Famiglietti,  Norberto Salza, ingegnere spaziale, e Riccardo Monti, presidente Italferr, fan dalla prima ora della mia Eva.  Patrizio Rispo, illuminato consigliere del Cda del Teatro Mercadante. Di grazia per Luca De Fusco, direttore dello Stabile, Alessandra Felli, gli attori strepitosi e Natalia Di Vivo, impeccabile e paziente. Mi inchino al cerimoniale e alle maestranze del teatro… e a tutti coloro che hanno contribuito a  portare alla luce questa spaventosa storia insabbiata. Eva, mandata a morire, quando già si sentiva salva, vittima di fuoco amico.

Non sono la prima scrittrice censurata. Ma desidero essere l’ultima.

“Mi dispiace che tu sia morto, ancora troppo giovane, prima che io  sapessi di questa storiaccia. Avrei voluto saperti vivo, venire a conoscerti. Non avrei trovato le parole. Ma ti avrei guardato a lungo negli occhi. Per sputarti in faccia il mio disprezzo, bastardo di un filosofo. Perchè una mente geniale è capace di cose magnifiche e orribili. E può portare anche una ragazzina alla morte. Questo è l’incipit de “Il Sacrificio di Eva Izsak”.

L’uomo fa di tutto. Può volare e può uccidere. Ma ha un difetto: può pensare”, diceva Bertolt Brecht. E nessuna definizione calza meglio Imre Lakatos: un nome importante della cultura europea del ‘900, morto 43 anni fa a soli 52 anni. Ma in tempo per accreditarsi come l’erede di un gigante: Karl Popper. Decisamente un cattivo maestro!

Adesso zitti tutti, si alza il sipario.

Januaria Piromallo ed Erri De Luca

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