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Lo sfogo di De Rossi è la sintesi della disavVentura Mondiale: “Fai entrare Insigne, dobbiamo vincere”

Gestione scellerata del CT che respinge le dimissioni: "Devo prima parlare con i dirigenti"

Calcio Napoli
14 novembre 2017 09:04 Di Ciro Cuozzo
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Che Gian Piero Ventura non fosse adatto al ruolo di commissario tecnico dell’Italia lo si sapeva sin dalla sua nomina. Certo, è facile parlare dopo la disfatta Mondiale, ma sin da subito sono stati avanzati dubbi sul profilo dell’allenatore di Genova, protagonista di una carriera mediocre che ha vissuto qualche sussulto sulle panchine di Pisa e Torino.

L’Italia non andrà ai Mondiali dopo ben 60 anni. Allora, era il 1958, fummo eliminati dall’Irlanda del Nord e non partecipammo alla competizione in Svezia. Ieri proprio la nazionale scandinava ci ha eliminati al termine di 180 minuti dove Ventura  è stato capace di smentire se stesso e rivoluzionare più volte una squadra che in due anni non ha mai avuto una sua identità.

Scelte più che discutibili, mai avallate dai senatori del gruppo che più volte avrebbero storto il naso davanti alla follia tattica di un allenatore non al passo con i tempi. Un allenatore che ha ripudiato, quasi a prescindere, il 4-3-3, nonostante le caratteristiche di buona parte dei suoi giocatori fossero propense a questo modulo tattico. Numeri a parte, quel che ha sconvolto di Gian Piero Ventura è stato il suo rifiuto per la qualità, per la tecnica, per il bel calcio. Un autentico suicidio che ha raggiunto il punto più alto contro una Svezia davvero poca roba rispetto agli anni passati. Ventura ha fatto quello che esattamente andava evitato: qualità in panchina, lanci lunghi e gara fisica. Esattamente le caratteristiche degli svedesi.

Da tempo non vedevamo due prime punte giocare insieme e tanti esterni offensivi seduti in panchina. Da tempo poi non vedevamo uno dei migliori talenti espressi dal calcio italiano negli ultimi anni assistere in panchina e quasi incredulo davanti a tanta incapacità. Ventura con Insigne avrà avuto qualcosa di personale. Assurdo avervi rinunciato anche a gara in corso quando serviva chi negli ultimi 20-25 metri potesse sbloccare il risultato con un passaggio filtrante o un tiro da fuori.

Lo stesso Daniele De Rossi non ce l’ha fatta e si è lasciato andare a un pesante sfogo all’inizio del secondo tempo. Il centrocampista della Roma era seduto in panchina quando uno degli assistenti di Ventura lo avvicina e gli chiede di iniziare il riscaldamento. De Rossi non è d’accordo e sbotta: “Devo riscaldarmi io? Non dobbiamo pareggiare ma vincere” indicando poi Insigne che si trovava seduto a pochi metri da lui. Uno sfogo che lascia intendere come le scelte di Ventura abbiano suscitato malumori già tra i suoi stessi giocatori.

Si è detto che prima della sfida in Svezia, i senatori della Nazionale (Buffon, Chiellini, Bonucci, Barzagli e lo stesso De Rossi) avrebbero spinto Ventura a optare per un collaudato 3-5-2 pratico e poco qualitativo per riuscire a non prenderle (dalla Svezia? ndr) e a portare a casa un risultato positivo. Non è andata così, purtroppo. Ventura ha pagato anche il fatto di essersi affidato troppo al blocco Juve che, con il passare degli anni, non è diventato così impermeabile.

Un capitolo a parte lo merita poi l’italo-brasiliano Jorginho. Più volte è stato bocciato dal commissario tecnico che ha sempre ribadito la sua inadeguatezza per il gioco della Nazionale salvo poi affidarsi disperatamente nella gara decisiva di ieri. Jorginho è stato uno dei migliori e non è un caso. Sono due anni che gioca ad altissimi livelli in serie A con il Napoli. Questo a Ventura però non è mai bastato.

Adesso si aspetta la doverosa rivoluzione. Si aspettano le dimissioni in massa dei responsabili di una sciagurata mancata partecipazione ai Mondiali. Si aspetta il passo indietro di Tavecchio, presidente della Figc inadeguato per mentalità e cultura a rappresentare un movimento che ha bisogno di recuperare il prima possibile il terreno perso negli ultimi 15-20 anni. Si aspettano le dimissioni di Gian Piero Ventura, primo responsabile dell’apocalisse calcistica italiana. Le sue scelte faranno discutere anche tra 50 anni. Lui intanto ieri, dopo un’ora e mezza di attesa, si è presentato davanti ai giornalisti e, senza vergogna, non ha rassegnato le dimissioni. “Devo parlare con i dirigenti” ha detto, forte di un contratto fino al 2020 da 1,4 milioni di euro a stagione.

P.S. L’eliminazione dell’Italia dai prossimi Mondiali non va ricondotta ai troppi stranieri presenti nel nostro campionato. Giocatori di qualità e prospettiva ci sono, è stato Ventura (ripetiamolo: il principale responsabile) a non saper valorizzare il patrimonio a disposizione. In queste ore sul web sciacalli di mestiere, politici compresi, proveranno a propinarvi la solita retorica, non ci cascate. La colpa, purtroppo, è di chi doveva scegliere i giocatori da mandare in campo. 

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