Ultimo aggiornamento sabato, 18 novembre 2017 - 15:50

“Massacrati di botte dai buttafuori del locale” il racconto di due giovani

Cronaca
13 novembre 2017 13:49 Di Sveva Scalvenzi
3'

Picchiati brutalmente dai buttafuori del Teatro Posillipo sabato sera. E’ questo il racconto di Claudio, giovane ingegnere di 30 anni che si trovava con il cognato, Domenico, nel noto locale della movida partenopea.

I due giovani hanno raccontato a Il Mattino di essere stati “massacrati” dai buttafuori della discoteca perché volevano uscire per qualche minuto per prendere una boccata d’aria ma non avevano i pass. Sarebbe questo il motivo, a detta dei ragazzi, che ha scatenato la furia degli addetti alla sicurezza. Claudio ha spiegato cosa sarebbe successo intorno alle tre di notte di sabato all’interno del Teatro Posillipo. Lui e il cognato volevano uscire, perché quest’ultimo improvvisamente non si sarebbe sentito bene. Così si sono diretti all’ingresso: “La discoteca, per chi non la conosce, si sviluppa in verticale e per uscire bisogna salire le scale. Arrivati davanti all’uscita incrociamo due bodyguard che ci sbarrano la strada. Per recarsi all’esterno del locale, per poi rientrare successivamente, c’era bisogno di consegnare un pass che però non avevamo. (…) Domenico aveva urgenza di respirare una boccata d’aria e certo non potevamo tornare indietro per prendere i ticket, era appunto una emergenza. Ma quelli non volevano sentire ragioni“.

I due ragazzi avrebbero insistito chiedendo ai buttafuori di uscire solo per qualche minuto: “Uno di loro, rivolgendosi a noi, ha esclamato in maniera volgare: “Questi prima si ubriacano e poi vogliono rompere il c…..”. In quel momento la risposta immediata di Domenico è stata: “Vorrei vedere te sentirti male come sto io in questo momento”. E lì è scattata la violenta reazione del buttafuori“.

Da qui, dunque, sarebbe scoppiata l’ira di uno dei due che avrebbe cominciato a malmenare Domenico: “Con una furia sconsiderata– ha raccontato Claudio- e senza alcun controllo, quell’uomo ha preso mio cognato e lo ha scaraventato a terra: calci, mazzate, pugni. Ho cercato di fermarlo ma sono stato anch’io aggredito da un altro tipo che lo spalleggiava: alla fine eravamo tutti e due a terra con il sangue che scorreva sulle nostre camicie, è stato terribile, non lo auguro a nessuno“.

Il giovane ingegnere ha detto che lui e il cognato, dopo l’aggressione, si sarebbero recati autonomamente all’ospedale Cardarelli, dove i carabinieri avrebbero consigliato loro di procedere con la denuncia, cosa che Claudio ha detto farà nei prossimi giorni. A fare chiarezza sulla vicenda saranno le forze dell’ordine, che probabilmente avvieranno un’indagine.

Intanto il racconto dei due giovani sembra avere diverse lacune, prima tra tutte non ci si spiega perché siano voluti uscire al piano di sopra, quando avrebbero potuto prendere aria fuori al terrazzo che si trova al piano della pista, a cui si accede senza alcun pass. L’ipotesi, infatti, potrebbe essere che i motivi dell’aggressione, la cui violenza non può essere giustificata ovviamente in nessun modo, siano diversi da quelli raccontati dai ragazzi, anche su questo, quindi gli inquirenti dovranno far luce, per capire l’esatta dinamica dell’accaduto.

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