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Gli amici di Bobb all’Ex Opg: “Investito e picchiato, poi sparato in bocca da uno sconosciuto”

La denuncia-choc dei migranti ospiti del CAS di Gricignano di Aversa

Cronaca
13 novembre 2017 16:01 Di Ciro Cuozzo
6'

Sono stati disposti gli arresti in carcere per Carmine Della Gatta, il 43enne socio della cooperativa “La Vela” che gestisce il Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS) di Gricignano di Aversa dove nella notte di venerdì ha sparato in bocca a un migrante di 19 anni, Bobb Alagiee, nato in Gambia, reo di aver dato fuoco alla stanza dov’era ospite mettendo in pericolo l’incolumità degli altri 159 ospiti della struttura.

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Napoli Nord Fabrizio Finamore ha accolto la richiesta del pubblico ministero Rossana Esposito e ha disposto gli arresti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere dell’imprenditore Carmine Della Gatta. Bobb è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Cardarelli di Napoli. Questa la versione fornita da Della Gatta, uno dei coordinatori del CAS, ai carabinieri: “Mi hanno chiamato dal centro dicendo che c’erano problemi. Mi sono portato sul posto e quando sono giunto sono stato aggredito da alcuni ospiti, tra cui il giovane in questione che mi ha dato dei pugni aiutandosi con una pietra. Ho temuto per la mia incolumità e mi sono difeso”.

LA DENUNCIA DELL’OPG – Sulla vicenda, che ha suscitato dibattiti e polemiche nell’opinione pubblica, vi proponiamo un video diffuso poche ore fa dagli attivisti dell’Ex Opg Occupato – Je so’ pazzo che hanno raccolto le testimonianze degli amici di Bobb, ricostruendo quello che è stato costretto a subire Bobb nelle settimane che hanno preceduto l’episodio di venerdì sera.

IL BUSINESS DEI CAS – Ricordiamo che i CAS ricevono circa 30-35 euro per ogni migrante ospitato e sono tenuti, oltre al vitto e all’alloggio, a fornire cure mediche, mediatore culturale. Cose che difficilmente accade. Spesso i migranti sono costretti a vivere in condizioni di degrado e abbandono. Il cibo è scadente e i servizi completamente assenti. Eppure i centri di accoglienza, scelti dalla Prefettura, i 30-35 euro li intascano lo stesso “grazie” anche a controlli quasi inesistenti.

INVESTITO DA UN PIRATA E MAI ASSISTITO DAI MEDICI – “Bobb come altri ragazzi – si legge nella nota diffusa dall’Opg – era costretto a vivere dentro un bagno (la sua stanza era stata ricavata così). Qualche mese fa Bob viene investito mentre è in sella alla sua bicicletta, si distrugge la spalla, dopo qualche settimana tornerà a lavorare in un campo agricolo, nonostante non stia bene ancora. Continua a chiedere soccorso dentro il centro d’accoglienza ma ogni tentativo è vano”.

PICCHIATO DAL DATORE DI LAVORO – “A metà giugno il padrone, che gli deve arretrati, gli fa una proposta geniale, lavorare dalle 7 alle 19 senza variare il salario che ancora non aveva visto. Bobb non accetta, propone di ridurre di due ore, così alcune persone, lo picchiano, e gli aprono la testa con una bottiglia di vetro per conto del padrone. Bobb in condizioni spaventose ritorna al centro, non verrà portato in ospedale, nessun medico lo visiterà”.

L’AGONIA DI BOBB – “Da quel giorni la vita di Bobb cambia radicalmente. Oltre al dolore alla spalla oramai peggiorato si aggiunge il dolore alla testa, un emicrania che non gli permetterà più di vivere. A volte dimentica la strada per ritornare al centro d’accoglienza, la routine è andare a chiedere soccorso e visite che non arrivano mai. Bobb è esasperato quando le sue richieste di soccorso diventano aggressive gli operatori chiamano la polizia, un altro ragazzo si sente male non ha soccorsi e minaccia di buttarsi giù dal tetto di una palazzina, nuovamente viene affidato alle forze di polizia il compito di gestire una richiesta di soccorso”.

 “VOGLIO MORIRE VICINO AI MIEI” – “La vita di Bobb ormai è un incubo racconta agli amici che sente di essere vicino alla morte, nelle ultime settimane non chiede più soccorso. Si reca dagli operatori e chiede loro di voler essere rimpatriato in Gambia, dice più e più volte all’operatore di turno che se deve morire almeno vuole farlo vicino a suoi cari. Bobb non vuole più niente, vuole solo tornare a casa”.

“MAI VISTO DELLA GATTA” – “Fino alla giornata di venerdi, quando la rabbia e la rassegnazione esplodono con la protesta. Fuori dal centro si sentono delle urla, c’è un uomo che i ragazzi non hanno mai visto prima che urla e brandisce un pistola. E’ Carmine della Gatta, socio della cooperativa gestore, che avanza verso Bob, puntando la pistola, gli intima di rientrare nel centro. Bobb si rifiuta di obbedire. Il signor della gatta sfera un durissimo colpo con il calcio della pistola a Bobb, lo fa una seconda volta, poi esplode un colpo verso il volto di Bobb. Bobb cerca disperatamente di proteggersi il capo e allontanarsi, ma dopo l’esplosione del colpo cade a terra”.

AMBULANZA DOPO 40 MINUTI – “Il signor Carmine Della Gatta, non soddisfatto, punta l’arma nuovamente al volto di Bobb questa volta agonizzante a terra, e con molta tranquillità esplode un altro colpo. L’amico di Bobb grida inutilmente, il signor della Gatta infastidito dalle rimostranze del giovane amico di Bobb gli punta a sua volta la pistola conto, dal centro molti ragazzi iniziano ad urlare, il signor della Gatta punterà nuovamente la sua pistola contro altre persone, fino quando un uomo sbuca fuori da una autovettura afferra per il braccio il signor Carmine della Gatta e si danno alla fuga. Bobb rimarrà agonizzante con il sangue che sgorga inarrestabile per più di 40 minuti, finchè non arriva l’ambulanza e successivamente le forze dell’ordine. Quello che riferiscono alcuni ospiti della struttura è che la zona del delitto non viene isolata, molte persone ci cammineranno sopra”.

IL VIDEO-DENUNCIA DELL’OPG:

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