Ultimo aggiornamento sabato, 18 novembre 2017 - 18:33

Flc-Cgil, è caos: vanno via in 33. Gallo: “È stata un’epurazione fascista”

L'ex Segretario espulso dal sindacato ha raccontato a VocediNapoli.it il suo progetto: organizzare a Napoli gli "Stati generali della scuola"

Politica
9 novembre 2017 01:49 Di Andrea Aversa
9'

Sono membri storici del sindacato, anzi lo erano. 33 dirigenti di spicco della FlcCgil, di quelli che hanno dedicato tutta una vita all’attivismo sindacale, radicati sul territorio e che si sono spesi per i diritti dei lavoratori, hanno detto addio alla principale organizzazione sindacale del paese. Proprio a Napoli dove la Flc (Federazione lavoratori della conoscenza) rappresenta lo zoccolo duro, quello più produttivo, con più iscritti e i conti in regola.

L’iniziativa è stata ufficializzata con la pubblicazione di un durissimo documento firmato dai 33 “ribelli” che non hanno gradito la decisione dei vertici della Cgil di rimuovere dal suo incarico il Segretario della Flc, regolarmente eletto lo scorso mese di luglio, Norberto Gallo. In realtà Gallo non è stato semplicemente rimosso dal suo ruolo da dirigente, è stato letteralmente espulso dal sindacato. O meglio, come lui stesso ha raccontato a VocediNapoli.it, “mi hanno ritirato la tessera, così non essendo più un iscritto non posso neanche avvalermi dei diritti che spettano ad un membro del sindacato“.

E come mai una decisione così drastica da quella che da sempre è conosciuta come l’organizzazione che difende i diritti dei più deboli? Semplice, perché all’interno della Cgil evidentemente le logiche democratiche sono praticate a proprio piacimento a seconda delle simpatie o antipatie che si provano nei confronti di un dirigente. Così, quando Gallo è stato eletto Segretario con una maggioranza netta di 30 voti contro 24, la cosa non è andata giù ai “poteri forti” di Roma. E come in un partito politico qualsiasi è iniziata la macchina del fango e della delegittimazione nei confronti del capo appena eletto.

Ma procediamo con calma e ripercorriamo l’intera vicenda. Siamo a maggio, in piena campagna elettorale per le elezioni amministrative, l’ex Segretaria della Flc Fiorella Esposito decide di candidarsi come Sindaco per il Comune di Arzano. A quel punto deve lasciare la sua posizione di leader del sindacato, e come prevede il regolamento dell’organizzazione, deve farlo fornendo le linee guida per l’elezione del suo successore, nome del candidato compreso. Quest’ultimo è proprio Norberto Gallo.

Il problema è che in questi mesi, vista la crisi di rappresentanza che sta attraversando e i fallimenti subiti, il sindacato ha deciso di cambiare la propria linea politica. Sempre anti renziano, ma filo governativo. Così non si sostiene la raccolta firme che Gallo e i suoi hanno fatto per condurre la battaglia contro la legge de La buona scuola, soprattutto nel merito del bonus ai docenti e dell’alternanza tra scuola e lavoro. Ma soprattutto, quando viene messa ai voti la decisione di portare avanti una strategia politica che sta vedendo il sindacato protagonista di un accordo con il governo, definito “assurdo e vergognoso” da Gallo per la firma del Cnl (Contratto nazionale del lavoro), ecco che la mozione passa con il solo 56% dei voti. Una batosta per una dirigenza abituata a risultati bulgari.

Per questo da quando la Esposito si è dimessa, Gallo ha iniziato a fare paura, a dare fastidio. Anche perché il futuro Segretario ha anche un bel seguito, molti dei dirigenti e membri storici del sindacato la pensano come lui e non mollano un centimetro rispetto ai diktat romani. Così prima sono state rallentate le elezioni, avvenute il 19 luglio scorso e non dopo il limite massimo di 30 giorni dalle dimissioni del Segretario in carica. Poi, dopo la proclamazione di Gallo come Segretario, è scoppiata la grana in casa FlcCgil. Il 20 luglio, esattamente il giorno dopo l’elezione, arriva un dossier che definisce Gallo come un “fiancheggiatore di organizzazioni di estrema destra“. Una macchinazione perfetta, visto che un articolo dello statuto del sindacato afferma che chiunque abbia avuto qualsiasi tipo di legame con il fascismo, non può neanche iscriversi all’organizzazione. Adesso di Gallo si può dire di tutto, ma lo immaginate voi un professore di storia e filosofia, per giunta giornalista, amante delle rivoluzioni rosse e del “pugno chiuso”, dare supporto ad organizzazioni nere, addirittura estreme?!

Roba da matti, da riderci su giornate intere. Ma in realtà Gallo non ha il tempo di farsele queste 4 risate. Gli viene chiesto di fare un passo indietro, perché contro di lui ci sono “prove compromettenti contro la sua condotta“. Ma il nostro professore-giornalista è un testone, proprio non ci sta a ritirarsi e dargliela vinta ai sapientoni delle alte sfere, così risponde a muso duro “non potevo arrendermi, non avevo nulla da nascondere. Sono nel sindacato da anni, tutti mi conoscono come persona, pensare che possa aver aiutato in qualche modo un’organizzazione terroristica di destra come Avanguardia Nazionale sciolta nel 1976 quando avevo 5 anni grazie alla legge Scelba, era una cosa davvero ridicola. Così ho deciso di rispettare lo statuto del sindacato che in casi del genere prevede un inchiesta interna con conseguente processo“.

Tutto giusto, facciamo un’indagine, vediamo che prove avete, io mi difendo e poi la decisione sarà presa dagli organi competenti. E no caro Gallo, non funziona così, se avresti avuto la possibilità di poterti difendere magari questo castello di carta costruito contro di te sarebbe crollato, e questo i tuoi avversari non potevano proprio permetterlo. Così ecco la genialata, l’atto “fascista“: senza alcuna comunicazione ufficiale, senza neanche una telefonata di un dirigente, viene ritirata la tessera a Gallo che dal 28 luglio non è più, ufficialmente, un iscritto al sindacato. Così si è evitato un processo e l’epurazione è stata completata nel modo più veloce possibile.

E quale sarebbe il legame tra Gallo e la destra estrema? Anche questa storia ha dei caratteri grotteschi incredibili, quasi come in una barzelletta. Siamo nel 2016 a Napoli è organizzata la presentazione di un libro appena pubblicato: la ristampa di un volume contenente il programma politico di Avanguardia nazionale. Per l’occasione in città ci sarà Stefano Delle Chiaie, ideologo dell’organizzazione di estrema destra e persona coinvolta in alcuni atti terroristici degli anni ’70 (ad oggi prosciolto da ogni accusa). Marco Freda, un ex “terrorista nero” oggi editore e Ugo Tassinari ex membro di Potere operaio, chiedono a Gallo di far parte dell’evento. Quest’ultimo era organizzato sotto forma di dibattito ed era necessaria una voce imparziale e critica. Gallo, che conosceva Freda e Tassinari per delle interviste fatte diversi anni prima, da giornalista ma anche da docente di storia, accetta e così il suo nome viene stampato sulla locandina promozionale dell’evento.

Il fatidico giorno arriva, la sede scelta si trova al Vomero presso la sala consiliare del Comune di Napoli dedicata a Silvia Ruotolo. Ma ecco arrivare puntualmente l’imprevisto, infatti quel giorno, ci sono dei problemi legati al trasporto pubblico. La funicolare non effettua corse, così la sala è vuota, tranne che per qualche nostalgico del ventennio. Gallo a quel punto decide di fermare tutto e comunica a Delle Chiaie la sua decisione. Ecco, è tutto qua. Questa è stata la “colpa” di Gallo, quella di accettare di fare delle domande ad un ex terrorista di estrema destra all’interno di un evento, autorizzato dalle istituzioni, che di fatto non è mai avvenuto. Secondo il sindacato Gallo ha fatto “propaganda” e aiutato quattro 80enni a ricostruire un movimento “brutto, nero e cattivo”. In realtà “mi hanno cacciato, e poi hanno commissariato il sindacato facendo eleggere, anche qui in modo dubbio, un dirigente che viene dalla Toscana“. Si tratta di Alessandro Rapezzi.

Ma ormai il dado è tratto e a Gallo non è rimasto altro che fare causa civile contro il sindacato: “Andrò fino in fondo, anche solo per ottenere il risarcimento dei danni di immagine. Per un gioco politico sono stato fatto fuori, nonostante fossi stato regolarmente eletto. Questo solo perché la penso diversamente dagli alti dirigenti. Mi hanno fatto passare per un simpatizzante del fascismo quando invece i metodi totalitari e della dittatura sono stati praticati contro di me all’interno del sindacato“. E cosa sarà adesso di un’organizzazione che nel nostro paese ha perso la bussola? Gallo non prevede il futuro ma ha una risposta: “Il sindacato è sempre più lontano dalle persone che deve rappresentare. Forse manco lo sa quali sono le categorie di lavoratori che sono più deboli e senza tutele. Sulla scuola sta facendo un casino e per conservare i propri privilegi sta firmando un accordo che penalizza in modo netto i docenti e le scuole del Sud“.

E sull’attuale fuori uscita dei 33 dissidenti? “Sono personalità di spessore che hanno dedicato la propria vita al Sindacato. Sicuramente qualcuno prenderà il loro posto ma nessuno insegnerà ai nuovi come fare questo mestiere e soprattutto come maturare la propria esperienza all’interno del mondo sindacale. Una situazione che a lungo termine il sindacato pagherà amaramente“. Invece quali sono i programmi futuri di Gallo? “Non mi iscriverò ad un altro sindacato, così come credo che non lo faranno i 33 ‘ribelli’. Ormai un’organizzazione vale l’altra, tutte sono sedute al tavolo delle trattative e hanno perso di vista i veri obiettivi per i quali sono a contrattare con il governo. Non nascerà nemmeno un movimento politico, siamo in un periodo anti democratico e fare politica in un contesto del genere è deleterio. L’idea è organizzare gli Stati Generali della Scuola a Napoli, prima delle prossime elezioni nazionali. Vogliamo catalizzare le forze sindacali e politiche interessate alla nostra iniziativa per dare priorità a pochi obiettivi, semplici ma fondamentali: diminuire le differenze tra il sistema scolastico tra Nord e Sud, parlare degli organici del Meridione che sono sotto dimensionati, discutere della totale assistenza ai disabili“.

E sulla legge 107 (La buona scuola)? “Anche qui abbiamo le idee chiare, mentre il sindacato ha deciso di legare gli scatti di anzianità dei docenti al merito, senza pensare agli stipendi da fame destinati ai professori, noi continueremo la nostra battaglia contro il bonus ai docenti per favorire proprio gli scatti di anzianità e faremo muro nei confronti dell’alternanza tra scuola e lavoro, insomma non ci fermeremo, questo è sicuro“. Allora appuntamento agli Stati generali e “poi vedremo cosa succederà“.

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