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‘Lettere a mia figlia’ con Leo Gullotta in concorso al Gala del Cinema e della Fiction in Campania

Cultura
11 ottobre 2017 17:01 Di Valentina Giungati
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‘Lettere a mia figlia’ il film breve dove Leo Gullotta è il protagonista, un anziano padre che scrive lettere alla figlia per spiegarle la sua malattia, è un corto che entra nell’anima di chi lo guarda. Una storia privata, profonda, intima che racconta con tatto e sensibilità una malattia, l’Alzheimer, e il profondo dolore, la confusione, di un uomo che deve imparare a conviverci pur sapendo che essa avanza inesorabilmente.

Una poesia raccontata in modo sublime dalla direzione di Giuseppe Alessio Nuzzo, che dopo aver ricevuto una menzione speciale ai Nastri d’Argento, essersi aggiudicato il premio come miglior corto al Giffoni Film Festival e in selezione al David di Donatello, nonché dopo aver rastrellato premi in molteplici concorsi italiani è ora in concorso al Galà del Cinema e della Fiction in Campania.

“La storia che si racconta è quella di un uomo che ha vissuto la sua vita gioiosa in famiglia con la moglie e la bambina che diventerà presto donna In questo percorso lo aggredisce la malattia che porterà lui e la sua famiglia ad attraversare un dolore quasi “cosciente”. Un tema importante, girato magnificamente da un giovane regista. Un atto di solidarietà affettiva, verso chi ne ha bisogno” racconta Gullotta. Il regista partenopeo direttore generale del Social World Film Festival è riuscito a narrare un percorso di vita: “Raccontare di una malattia così delicata non è facile. Ho ritenuto necessario far trasparire sin dai primi script il rispetto della dignità della persona in quanto tale cercando collaborazione nella stesura della sceneggiatura da parte di scienziati ed esperti in materia”.

Il libro omonimo intanto è in libreria, edito da Pulcinella Editore e a cura di Giuseppe Alessio Nuzzo con prefazione del protagonista. “Un testo che possa custodire e raccontare in maniera esaustiva cosa c’è dietro “Lettere a mia figlia” cosa c’è stato e cosa ci sarà alle spalle di questo cortometraggio e chissà, proprio grazie ai proventi della presente pubblicazione, rendere possibile il nostro sogno di concludere le lavorazioni del docufilm.  Magari tra non molto trasformarlo ancora, di nuovo, in qualcosa di più lungo” conclude Nuzzo.

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