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Omicidio Ciro Esposito, a Roma striscioni vergognosi pro De Santis: “Daje Daniè”

30 giugno 2017 20:12 Di Ciro Cuozzo
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Uno striscione di solidarietà per Daniele De Santis, l’ex ultrà della Roma condannato in Appello a 16 anni per l’omicidio volontario di Ciro Esposito. I tifosi della formazione giallorossa continuano a mostrare vicinanza a “Gastone”.

Daje Daniè la Roma ultras è con te“. Questo il testo di uno striscione apparso la notte scorsa in via Piccolomini a Roma e pubblicato dal portale Laroma24. Una scritta di pieno sostegno al chi il 3 maggio del 2014 si è reso protagonista di una della pagine più drammatiche del tifo italiano. Poco prima della finale tra Napoli e Fiorentina, durante le tensioni provocate dagli stessi ultras giallorossi in viale Tor di Quinto con un lancio di petardi contro i bus che trasportavano i tifosi del Napoli.

De Santis uscì dal Ciak Village, centro sportivo-culturale (e dall’orientamento politico di estrema destra) armato di pistola e esplose alcuni colpi d’arma da fuoco contro Ciro Esposito, morto dopo 53 giorni di agonia al Gemelli di Roma, e altri due tifosi del Napoli. Per l’omicidio, De Santis ha ricevuto proprio nei giorni scorsi un sconto di 10 anni rispetto ai 26 ricevuti in primo grado. Una sentenza, quella della Corte d’Assise d’Appello di Roma che ha fatto molto discutere.

Lo striscione dei tifosi della Roma non fa altro che inasprire ulteriormente gli animi su una vicenda dove il servizio d’ordine pubblico fece acqua da tutte le parti senza subire particolari conseguenze. Nei mesi successivi nessuno (vedi Prefetto e Questore di Roma) ebbe il coraggio di dimettersi per una gestione “superficiale” di un evento considerato a rischio visti i rapporti non idilliaci tra ultras napoletani e giallorossi.

Non sono nuovi a episodi del genere i tifosi della Roma che negli ultimi tre anni hanno sempre difeso De Santis senza mai prendere le distanze da quanto commesso dallo stesso. Addirittura qualche anno fa attaccarono la madre di Ciro Esposito, Antonella Leardi, accusandola di lucrare sulla morte del figlio con la pubblicazione di libri e altre iniziative.

 

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