Ultimo aggiornamento sabato, 18 novembre 2017 - 22:42

Rapina con tentato omicidio a Torre del Greco, i carabinieri arrestano i baby criminali: sono affiliati del clan

Cronaca
19 maggio 2017 08:48 Di Andrea Aversa
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Individuano il loro obiettivo da rapinare, lo inseguono e gli sparano addosso tentando di ucciderlo. È accaduto lo scorso dicembre a Torre del Greco dove 4 giovani, un 20enne e 3 minorenni, hanno provato a rubare uno scooter ad un 21enne. Quest’ultimo è riuscito a scappare, scatenando la follia dei baby criminali che non ci hanno pensato due volte ad utilizzare le armi da fuoco in loro possesso.

Le indagini dei carabinieri hanno permesso di individuare i colpevoli di tale rapina con tentato omicidio accertando che il commando armato era partito da Torre Annunziata. I militari hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare, una in carcere e l’altra in istituto penitenziario minorile, emesse dai g.i.p. del paese vesuviano e da quello per i minorenni di Napoli, a carico di un 20enne e di tre minorenni ritenuti responsabili a di tentato omicidio, tentata rapina, porto abusivo di armi comuni e da guerra e munizioni.
Agli indagati è stata inoltre riconosciuta l’aggravante delle finalità mafiose, infatti i giovani criminali sarebbero affiliati ad un clan del vesuviano.

I criminali, partiti da Torre Annunziata, hanno individuato il loro obiettivo a Torre del Greco. Dopo un primo tentativo fallito di rapina dello scooter della vittima, inizia l’inseguimento da parte del commando che spara prima alla caviglia del malcapitato, poi avendolo raggiunto nei pressi di una pizzeria, gli sparano anche al torace. Ma la rapina e per fortuna il tentativo di omicidio falliscono, così i baby criminali sono costretti alla fuga.

Il giovane colpito è stato comunque ricoverato d’urgenza in ospedale per gli spari subiti, senza, per fortuna, avere gravi danni o conseguenze. I carabinieri grazie all’attività investigativa hanno accertato che tra i criminali, due 16enne, fanno parte del clan Gallo-Limelli-Vangone operante tra Trecase, Boscotrecase e Boscoreale, tutti paesi del vesuviano. I giovani criminali erano anche in possesso di armi e munizioni, tra cui un fucile kalashnikov sequestrato il 1 dicembre 2016 a Boscotrecase, proprio nella roccaforte del sodalizio.

L’indagine, lo scorso 23 gennaio, ha portato all’arresto di Andrea Vangone, 58enne di Boscotrecase, ritenuto il reggente del clan e di Bernardo Fattorusso e Fabio Carpentieri, rispettivamente di 29 e 32 anni, anche loro di Boscotrecase, ritenuti affiliati allo stesso sodalizio camorristico.

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