Quella di Concetta Liquori, per gli amici semplicemente Imma, è la storia di una ragazza napoletana di 24 anni e del suo lavoro. Un mestiere comune a molte persone, abbastanza diffuso ma che nell’immaginario comune è appannaggio solo degli uomini, quello del pizzaiolo. E’ risaputo che percentuale di persone che svolgono quest’attività è maggiormente maschile, ma non mancano le eccezioni con donne che fanno della pizza la loro vita.

Donne e pizza, parla Concetta Liquori, ragazza napoletana che vive a New York

Imma ha sicuramente smentito il luogo comune secondo cui il pizzaiolo non sarebbe un lavoro da donne. Fa questo mestiere da molto tempo, praticamente da sempre, iniziando prima per gioco e successivamente trasformandolo nella sua aspirazione di vita. Anzi la vita l’ha addirittura stravolta, perché la sua passione l’ha portata dalla sua Napoli, città dove è nata, all’altra parte dell’oceano, New York. Il viaggio nella grande mela è stata la sfida per realizzare un grande sogno.

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Non sono mancate le difficoltà, non è stato tutto in discesa, soprattutto a livello fisico è un lavoro che ti stanca parecchio e ti mette alla prova continuamente ma la determinazione di Imma è stata tale da non arrendersi dinanzi agli ostacoli incontrati. In una lunga intervista rilasciata a Il Mattino, ha parlato della sua storia e fa un punto sulle donne che affrontano quotidianamente il suo stesso lavoro con entusiasmo:
“Altrove, sparpagliate un po’ ovunque nel mondo, ho tante e tante colleghe che si danno da fare per il trionfo del nostro lavoro e, parallelamente, della nostra femminilità. Semplici pizzaiole come me, imprenditrici, vere e proprie ambasciatrici della pizza che si godono, sì, i tanti frutti del nostro sogno, ma che si sobbarcano parallelamente oneri e sacrifici di una quotidianità per niente semplice”.

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Inoltre, ha spiegato le motivazioni che l’hanno spinta verso una scelta tanto coraggiosa, lasciando la sua città, per trasferirsi a New York:
“Questo posto è la mia libertà, è il non essere giudicati da nessuno. Qui il lavoro è apprezzato, valorizzato, a prescindere da tutti e da tutto. Razza, religione, radici, nulla importa purché ci sia il talento”.

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Articolo di Francesco Pizzo
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