Ultimo aggiornamento venerdì, 20 ottobre 2017 - 20:06

‘O Calonze, un mestiere estinto ovunque tranne che a Napoli

Cultura
20 aprile 2017 07:53 Di alessia mancini
2'

Esistono mestieri e mestieri. Su questo, purtroppo, c’è assolutamente poco da discutere. E Napoli non fa assolutamente eccezione, anzi. Nel capoluogo campano, infatti, si sono succeduti lavori che per fantasia e creatività sono sempre riusciti a suscitare un moto di orgoglio nell’animo della cittadinanza partenopea. Discorso diverso merita, invece, il lavoro de ‘O Calonze, la cui denominazione ( affatto di origine controllata ) è già tutto un programma. Chi svolgeva questo mestiere non faceva altro che fare il palo o, per dirla in gergo camorristico, il basista.

Insomma si trattava, e purtroppo, si tratta ancora di personcine da cui bisogna guardarsi, simbolo di quella furbizia napoletana mal vista dagli stessi cittadini di una delle città più belle del mondo. ‘O Calonze altro non era che il compare del gioco delle Tre Carte tanto famoso in quel della Ferrovia il cui ruolo principale era quello di fare da uccello di richiamo puntando sulla carte sbagliate oppure era colui il quale accompagnava il ladro nel ‘bosco‘, dove il bosco era via Toledo per aiutare il borseggiatore nel furto di borse, portafogli, telefonini, orologi da polso, di catenine e/o bracciali d’oro.

E non solo. ‘O Calonze era a tutti gli effetti l’Uno, Nessuno e Centomila tanto caro a Pirandello. Era un uomo dalle mille sfaccettature. Sapeva, infatti, anche trasformarsi all’occorrenza nel complice del venditore di orologi Rolex sull’autogrill dell’autostrada oppure nel compare che mostrava d’essere interessato all’acquisto di un iPhone che poi rivelava d’essere uno dei famosi pacchi napoletani che ti lasciavano con tanto di bocca spalancata una volta tornato a casa.

Insomma ‘O Calonze era anche, ed è a tutt’oggi, il famoso palo impersonificato da Nino Taranto nel film ‘Totò truffa ’62‘che fa da spalla a Totò nella vendita della Fontana di Trevi. ‘O Calonze era l’uomo che aveva imparato l’arte dell’arrangiarsi purtroppo sulle spalle altrui sfruttando la creatività donatagli in dote dalla città natale in modo bieco. Era in grado di suscitare contemporaneamente anche nei truffati ammirazione e biasimo insieme. Era Napoli o, per meglio dire, il lato oscuro del capoluogo campano.

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