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“Ana Mena canta neomelodico”, pioggia di critiche per la cantante a Sanremo: il paragone-negativo con i neomelodici

Ana Mena, al suo esordio al Festival di Sanremo con il brano “Duecentomila ore“, ha già raccolto un bel po’ di critiche. Tra chi dice che il suo brano sia  un plagio ad Amandoti di Gianna Nannini e chi dice che pare sia una cantante neomelodica, la cantante spagnola pare non convincere del tutto il pubblico.

Ana Mena a Sanremo: una cantante neomelodica?

Pioggia di commenti sui social che accostano la cantante, che porta all’Ariston un brano scritto da Rocco Hunt, alle artiste neomelodiche. Pagine social come Casa Surace scrivono: “Comunque Ana Mena canta neomelodico”. Altre ci vanno giù pesante come ilMenetrelloh che precisa: “Cantante neomelodica di Barra per la precisione“, Insomma la pupilla del rapper salernitano non pare abbia brillato. Anche nella classifica della critica l’artista raggiunge l’ultima posizione.

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L’accusa più grave, tra le due mosse nei confronti dell’artista, riguarda proprio quella di plagio. Su Twitter in particolare impazzano i commenti che accostano il brano sia per la musica che per il testo a quello della cantante italiana che ha fatto la storia della musica. E’ ovvio che non ci sia plagio in quanto le canzoni di Sanremo vengono attentamente vagliate prima della gara sonora, ma la somiglianza è netta. Un omaggio alla Nannini?

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