L’estate preannuncia sole, caldo e fuga dalla città, ma è soprattutto con l’avvicendarsi della bella stagione che aumenta a dismisura la meschina pratica dell’abbandono degli animali. In Italia, ma soprattutto nel sud e nelle isole, se si percorre un’accaldata autostrada nel cuore del mese di agosto con molta probabilità si assiste a strazianti scene di carcasse di animali investiti o – alla meno peggio – a cani, un tempo padronali, legati con corde ai limiti delle arie di sosta del guardrail. E se pensiamo a quanto il caldo possa essere insostenibile per noi sulle spiagge ventilate, non sarà difficile immaginare la fine a cui quelle povere bestiole andranno incontro nel giro di poche ore.
SANZIONI LEGGERE – L’abbandono di un animale in Italia è punito ai sensi dell’articolo 727 del codice penale, che al primo comma recita: “Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro“. Una punizione non abbastanza dura evidentemente, data la statistica annuale che vede il numero di abbandoni in strada crescere in maniera esponenziale. “Allarmante il dato sulla mortalità dei cani abbandonati, che raggiunge l’80%. Nei mesi di giugno, luglio e agosto si registra il massimo picco di abbandoni: si stima ammontino a circa 60.000 nei tre mesi. Ciò equivale a 20.000 al mese, cioè a circa 600 cani abbandonati al giorno” questa la stima raccolta da Lifegate, un’impresa considerata il punto di riferimento per la sostenibilità ambientale e l’educazione etica verso l’animale.
NON SOLO ABBANDONO – Ma i casi di abbandono non sono l’unica azione della crudeltà umana, ad essi vanno aggiunti durante tutto l’anno i casi di maltrattamento e uccisione a scopo ludico di migliaia di animali indifesi. Molte sono le associazioni che cercano di porre rimedio a tutto ciò. A tal proposito, è notizia attuale quella di una tartaruga decapitata presumibilmente da teppisti alla Mostra D’Oltremare a Napoli, notizia in parte smentita da Stella Cervasio, garante dei diritti degli animali a Napoli, che assicura: “la piccola Trachemis sarebbe stata trovata galleggiante nella vasca con il collo spezzato. Tale lesione può verificarsi anche in maniera intraspecifica, ossia potrebbe esservi stata una lotta tra due o più esemplari con conseguente morte di uno. Infatti né nel post Facebook né in altre sedi è stata reperita nessuna dichiarata testimonianza di chi avrebbe visto i responsabili di tale reato“, approfittando della audience avuta in merito all’accaduto ha invitato i napoletani a non utilizzare i luoghi pubblici della città come “sversatoio” di animali che non possono più essere accuditi, ma di rivolgersi in questi casi estremi alle autorità competenti.
LA PAGLIACCIATA – Ultimamente sono state create e mandate in rete molte campagne pubblicitarie che sensibilizzano i cittadini a denunciare casi di abbandono o maltrattamento, con annessi i relativi numeri verdi per la segnalazione. Numeri che vengono però disattivati proprio durante il periodo estivo, rendendo il tutto un’inutile pagliacciata ai danni dei più indifesi.


