Un riconoscimento che profuma di storia, tradizione e identità culturale. La canzone classica napoletana è ufficialmente candidata a diventare Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco, un traguardo che potrebbe consacrare definitivamente uno dei simboli più rappresentativi della cultura italiana nel mondo. L’annuncio è arrivato in prima serata su Rai Uno durante lo spettacolo “Campioni del mondo – Italia loves Unesco”, condotto da Milly Carlucci nella suggestiva cornice dell’Arena di Verona. A dare la notizia è stato il sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, che ha sottolineato il valore universale di un patrimonio musicale capace di attraversare generazioni e confini geografici. Da capolavori immortali come ‘O sole mio, fino alle più celebri melodie che hanno fatto conoscere Napoli in ogni continente, la tradizione musicale partenopea rappresenta una delle espressioni artistiche più riconoscibili della cultura mediterranea. Sul palco veronese, ad accompagnare l’annuncio, anche l’esibizione di Massimo Ranieri, che ha interpretato la storica “Te voglio bene assaje”, considerata da molti il punto di partenza della moderna canzone napoletana.
L’iter per ottenere il prestigioso riconoscimento internazionale sarà lungo e complesso. I Ministeri della Cultura e del Turismo hanno già avviato formalmente la candidatura e nei prossimi mesi sarà costituito un comitato scientifico incaricato di predisporre il dossier da sottoporre all’Unesco. A coordinarne i lavori sarà Renzo Arbore, da sempre ambasciatore della musica napoletana nel mondo. Secondo le previsioni, serviranno circa due anni per completare tutta la documentazione richiesta e arrivare alla valutazione definitiva prevista per il 2028. L’obiettivo è dimostrare come la canzone napoletana non sia soltanto un genere musicale, ma un vero e proprio patrimonio culturale che custodisce tradizioni linguistiche, sociali e artistiche tramandate nel tempo. Un elemento particolarmente significativo riguarda proprio la lingua napoletana, riconosciuta dagli studiosi come una lingua storica autonoma derivata dal latino, caratteristica che rafforza il valore culturale dell’intera produzione musicale.
La candidatura arriva in un momento particolarmente favorevole per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano. L’Italia continua infatti a essere il Paese con il maggior numero di riconoscimenti Unesco al mondo e guarda già ai prossimi grandi eventi internazionali come occasioni per promuovere ulteriormente la tradizione partenopea. Tra questi spicca l’America’s Cup 2027, che si svolgerà a Napoli e che potrebbe trasformarsi in una vetrina straordinaria per concerti, iniziative culturali e manifestazioni dedicate alla musica napoletana. Se il percorso dovesse concludersi positivamente, la canzone napoletana classica entrerebbe ufficialmente nell’elenco dei patrimoni immateriali dell’umanità, accanto ad altre eccellenze italiane già riconosciute dall’Unesco. Sarebbe un risultato storico non soltanto per Napoli, ma per l’intero Paese, che vedrebbe premiata una tradizione musicale capace di emozionare milioni di persone da oltre un secolo e che continua ancora oggi a rappresentare uno dei più potenti strumenti di diffusione della cultura italiana nel mondo.
