Il mondo del giornalismo culturale e dell’università italiana piange la scomparsa di Alfredo D’Agnese, storico critico musicale, docente e punto di riferimento per intere generazioni di professionisti della comunicazione. D’Agnese si è spento all’età di 67 anni dopo una lunga malattia, lasciando un vuoto profondo nel panorama dell’informazione e della cultura partenopea. La notizia della sua morte si è diffusa rapidamente nelle redazioni e negli ambienti accademici, suscitando numerosi messaggi di cordoglio da parte di colleghi, studenti e artisti che nel corso degli anni avevano avuto modo di apprezzarne la competenza, la passione e l’umanità. Fino agli ultimi giorni aveva continuato a dedicarsi al suo lavoro con straordinaria dedizione: proprio il giorno della sua scomparsa è stato pubblicato un suo ultimo articolo, testimonianza di un legame indissolubile con il giornalismo e la musica.
Nel corso della sua lunga carriera, Alfredo D’Agnese si era affermato come una delle firme più autorevoli della critica musicale italiana. Aveva collaborato con importanti testate nazionali come la Repubblica, Il Venerdì, Robinson, L’Espresso ed Epoca, raccontando per decenni l’evoluzione della musica italiana e internazionale con uno stile riconoscibile e approfondito. Giornalista professionista dal 1993, aveva inoltre lavorato come autore per Radio Rai e collaborato con alcune delle principali case discografiche italiane, contribuendo anche a progetti editoriali di prestigio come l’Enciclopedia Musicale Treccani. La sua capacità di analizzare artisti e fenomeni culturali lo aveva reso una figura rispettata sia dal pubblico sia dagli addetti ai lavori.
Accanto all’attività giornalistica, D’Agnese aveva costruito una significativa carriera accademica all’Università Suor Orsola Benincasa, dove insegnava Comunicazione e linguaggi musicali e aveva contribuito alla fondazione del Master in Giornalismo. Era inoltre direttore di Run Radio, l’emittente universitaria dell’ateneo, e coordinatore di progetti formativi dedicati al mondo della radiofonia e della comunicazione. Numerosi ex studenti lo ricordano come un docente capace di trasmettere entusiasmo, rigore professionale e curiosità intellettuale. In queste ore i social sono stati invasi da messaggi di affetto e riconoscenza che raccontano non solo il valore del professionista, ma soprattutto quello dell’uomo. Con la sua scomparsa Napoli perde una delle sue voci culturali più autorevoli, mentre il giornalismo italiano saluta un maestro che ha saputo trasformare la passione per la musica in un autentico strumento di conoscenza e formazione.
