Ultimo aggiornamento venerdì, 30 Settembre 2022 - 17:13

Che succede al reddito di cittadinanza se Giorgia Meloni vince le elezioni

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23 Settembre 2022 12:07 Di Andrea Aversa
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Lo ha definito come il metadone per i tossicodipendenti. Il reddito di cittadinanza, tema centrale dell’attuale campagna elettorale ormai ai titoli di coda, per la leader di Fratelli d’Italia è da abolire. Per la probabile futura presidente del Consiglio il sussidio non è una misura corretta.

Il reddito di cittadinanza è stato varato dal primo governo Conte. Quando la maggioranza era composta dalla coppia inedita Lega e Movimento 5 Stelle. Ne è passata di acqua sotto ai ponti da quando Luigi Di Maio si affacciò al balcone per urlare che i grillini avevano abolito la povertà.

O da quando Matteo Salvini, di fianco all’ex premier, mostrava orgoglioso il manifesto della riforma delle pensioni (‘Quota 100′). Oggi lo scenario è del tutto diverso: dopo la caduta del governo Conte II e l’arrivo di Mario Draghi alla guida di una maggioranza di unità nazionale, i vari partiti sono tornati alle posizioni originarie e sono oggi pronti alle elezioni.

La prossima domenica si vota. Il M5S ha messo radici al Sud proprio puntando sul provvedimento assistenzialista. Il Partito Democratico e il Terzo polo (Azione e Italia Viva) sono per mantenerlo ma con delle modifiche. Il centrodestra ha nel suo programma unitario la revisione della norma ma FdI non ha mai nascosto di volerla cancellare.

Del reddito di cittadinanza, finanziato fino ad ora con 20 miliardi di euro, ne beneficiano 4 milioni di persone. E’ stato però quasi nullo il suo effetto rispetto all’inserimento nel mondo del lavoro. Causa il flop dei centri dell’impiego gestiti dalle regioni. Ma al centro delle polemiche sono finiti anche tutti i truffatori che incassavano il sussidio nonostante lavorassero a nero o svolgessero attività illegali.

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