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“Coltello alla gola e mi hanno violentato, voglio morire”: parla il detenuto abusato in cella

Detenuto violentato nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Le lettera per la stampa e la denuncia del Garante Emanuela Belcuore

Giustizia
26 Agosto 2022 12:00 Di Andrea Aversa
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Un detenuto avrebbe subito una violenza sessuale in carcere. È accaduto nel penitenziario di Santa Maria Capua Vetere. È stato lui stesso a denunciarlo e a segnalarlo alla Garante per i diritti dei detenuti della provincia di Caserta, Emanuela Belcuore.

Detenuto violentato nel carcere di Santa Maria Capua Vetere

Il detenuto, 31enne, è recluso per reati legati alla droga. Pare che non sia stato sottoposto al normale protocollo clinico previsto per gli abusi sessuali: tampone anale, test dell’Hiv, test per l’epatite, visita urologica e verifica di possibili tracce di sperma rilasciate dall’aggressore. Addirittura, il giovane detenuto, non sarebbe stato neanche trasportato in ospedale.

La lettera

Il 31enne che è stato trasferito in un’altra struttura, ha raccontato il suo dramma in una lettera indirizzata alla stampa: “Ho tentato il suicidio perché sono morto dentro. Mi hanno tolto la vita e la dignità. Nessuno mi ha ascoltato e aiutato. Sono solo e rinchiuso mentre l’altro può girare liberamente per i reparti. Mi ha messo un coltello alla gola e mi ha violentato.

Non è stato facile denunciarlo. Qua non funziona nulla, neanche la sanità. Mi hanno detto che se voglio posso impiccarmi perché non interesserebbe a nessuno. Piangerebbe solo la mia famiglia. Ecco, io vorrei solo rivedere mia madre. Qui ci danno solo psicofarmaci ma io non li prendo, meglio morto che zombie“.

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