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De Laurentiis è un ‘bluff’ da 10 anni ma a Napoli lo capiamo solo ora (e c’è chi continua a difenderlo)

Calcio Napoli
6 Giugno 2022 16:51 Di Andrea Aversa
5'

Ci risiamo, dopo le polemiche di fine stagione che hanno infiammato i due schieramenti della tifoseria azzurra (pro e contro il presidente Aurelio De Laurentiis), fino all’inizio del prossimo campionato dovremmo subirci la noia del calciomercato. Nel mezzo la diatriba dei rinnovi. Eppure io non riesco a capire come sia possibile che a Napoli si discuta di fatti ormai oggettivi da circa 10 anni.

Aurelio De Laurentiis

Quali sono le novità? La SSC Napoli è un club organizzato per vincere? No. La SSC Napoli è una società che ha dimostrato di avere altri obiettivi oltre quello di avere il bilancio in ordine? No. La SSC Napoli è un club che è cresciuto negli ultimi anni, che ha investito nell’organigramma societario e nelle strutture? No.  La SSC Napoli è mai stata una società che ha dato l’impressione di poter fare grandi colpi sul mercato? No (a meno che non ci sia stata prima una bella e succulenta plusvalenza, alla faccia del ‘vil denaro‘). Il presidente De Laurentiis si è mai dimostrato come un particolare esempio di educazionerispetto? No.

Il copione già scritto e i giornalisti che si divertono

E allora di cosa ci lamentiamo? Il Napoli è questo e basta, è una squadra, un club che deve puntare alle qualificazioni europee per far quadrare i conti. Stop. Il resto sono chiacchiere. Eppure ogni anno i colleghi giornalisti stanno a imbastire articoli, trasmissioni, show di continuo per raccontare un copione già scontato. Una storia dall’esito già scritto. Da loro ci si aspetterebbe più lucidità e soprattutto critica. Invece molti si auto coccolano nella dolce assuefazione degli accrediti facili e del comodo ‘filo diretto’ con Castelvolturno. Ad altri, purtroppo, è riservato il silenzioso ‘lavoro sporco’.

Le rivali

Spiegatemi perché una squadra con 14-15 giocatori decenti, senza terzini, senza alternative ai centrali difensivi e senza un punta di riserva ad Osimhen avrebbe dovuto vincere lo scudetto. Perché a team costruiti per vincere a suon di milioni di euro e con figure come Maldini Zanetti in società (non certo il ‘figlio di papà’ innamorato dei formaggi del Trentino), non sarebbe dovuto spettare il tanto atteso trofeo? I colpi di fortuna nello sport come nella vita arrivano raramente. Tuttavia a Napoli ce lo aspettiamo ogni anno.

Le false promesse

Le vittorie, la scugnizzeria, lo stadio (grande o piccolo che sia): sono soltanto tre dei punti che De Laurentiis e la sua cavalleria di giornalisti ci hanno propinato per anni. Progetti decantati, mai realizzati e che mai lo saranno. È meno male che all’ex San Paolo, oggi Diego Armando Maradona, ci hanno pensato i fondi delle Universiadi. Nonostante ciò noi continuiamo a crederci. Forse a Napoli, dove l’impresa Adl è stata sempre narrata come esempio in un Sud nel quale non funziona nulla, quest’azienda è più che mai in simbiosi con quegli elementi di volgaritàlazzarismobluffismo che spesso caratterizzano il nostro popolo.

Le bugie

A qualcosa però dobbiamo dire BASTA. Al fatto che De Laurentiis sia un eccellente imprenditore (di fatto non lo è chi spende meno di ciò che mette in tasca, o meglio che non investe affatto), al fatto che il noi contro voi sia stata una dicotomia della piazza (è la società spinta da alcuni media ad aver sempre e solo colpevolizzato i tifosi che hanno il diritto e il dovere di sognare), al fatto che non ci sarebbero acquirenti per il Napoli (è De Laurentiis che non vuole vendere: il giocattolo azzurro è troppo economicamente prezioso per la Filmauro e gli stipendi di famiglia), al fatto che “a Napoli non funziona un cazzo, non avete vinto un cazzo, 10 anni fa manco i palloni e le magliette” (questa è uno storytelling becero e vergognoso), che i giocatori che vanno via sono tutti traditori, che parte della tifoseria è contraria a prescindere alle decisioni dell’Adl padre – padrone (è legittimo che una società, un club abbia proprie politiche economiche e di gestione), che la SSc Napoli varrebbe più di 400500 milioni (sono già tanti per un club cha soltanto pochi debiti, un marchio e un discreto palmares. Basta vedere le cifre che hanno riguardato il Milan), che a Napoli non funziona nulla quindi viva De Laurentiis (è utile ricordare che il presidente ha comprato con tre lire il club già fallito ed ha raggiunto l’attuale livello anche perché la sua società ha uno dei bacini di utenza più grandi al mondo) e che i napoletani comprano le magliette false e guardano le partite col pezzotto (se avessimo avuto una gestione societaria per la quale il tifoso si fosse sentito parte del progetto o se il presidente non avesse messo a pagamento anche le amichevoli di pre campionato più improponibili, forse questi fenomeni sarebbero stati limitati ad una sola e piccola parte della tifoseria).

Il ritardo dell’opinione pubblica napoletana e Pino Daniele

Il problema che a Napoli media ed opinione pubblica ‘dormono’ su tutto e la sveglia arriva sempre troppo tardi. “Ma che parlamme a fà semp de stesse cose” direbbe Pino Daniele. E insomma, già fa caldo quindi fateci fare l’estate in grazia di Dio. Voi e De Laurentiis.

Aurelio De Laurentiis
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