Ultimo aggiornamento venerdì, 07 Maggio 2021 - 23:34

Francesca Fioretti racconta: “Quando Davide è morto è andato via uno strato di pelle”

Spettacolo
4 Maggio 2021 11:05 Di redazione
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Francesca Fioretti, compagna di Davide Astori, ex calciatore morto con una cardiomiopatia a 31 anni, ha scritto il libro “Io sono più amore”, che uscirà giovedì per “La nave di Teseo”.

Corriere della Sera pubblica l’introduzione:

“Ho pensato spesso di scrivere la mia storia, la nostra storia. Tutte le volte che ci ho pensato, ho pensato che non avrei saputo da dove iniziare, come andare avanti, come finire. Non è solo perché le cose da dire non sono riducibili a un libro, né lo saranno mai, ma perché il modo — il verso — mi appariva sempre qualcosa di irraggiungibile. Come possiamo dare forma al sentire, quando il sentire è così reale, quando non esiste altro se non il modo in cui ti sta addosso, tra gli organi, nella mente, quando non esiste altro se non questo strato di pelle che è venuto via e ti fa percepire il mondo — i suoi odori, i colori, la luce, la modulazione del suono, la presenza fisica, la sua assenza — come mai lo hai sentito prima? Poi ho capito che non dovevo trovare un modo, che ne avrei comunque tentati molti. Che scrivere è come fare tutte le cose che ogni giorno — per urgenza, necessità, amore e desiderio — ho imparato a fare, da sola, per me stessa, per Vittoria”.

“Questo libro sarà tante cose, forse non riuscirà a esserne fino in fondo solo una. Raccoglierà il mio mutamento, raccoglierà la mia consapevolezza. Sarà un modo per vivere ancora una volta il distacco, per provare a liberarmi, a librarmi, per andare di nuovo a capo, e stare immobile, a contatto con la rinascita e il dolore. Sarà un modo per rendere giustizia a questa vita a cui chiedo tutto ancora con caparbietà, per trovare un posto al mio immenso amore. Scrivo questo libro per tre persone e due sole ragioni: per Vittoria, per Davide, per me. Per non dimenticare mai nulla. Per vivere ancora. Questa è la mia storia, questa è la stanza dove vi chiedo di sedervi e, nel silenzio, aiutarmi a raccontarla”.

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