Ultimo aggiornamento sabato, 17 Aprile 2021 - 21:40

Aggressione al Santobono, nonna di un piccolo paziente ‘sfida’ medici: “Fate questi esami”

Cronaca
7 Aprile 2021 12:28 Di redazione
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Ancora un episodio di violenza all’interno di un ospedale napoletano. L’ultimo episodio, denunciato dall’associazione ‘Nessuno tocchi Ippocrate‘, è avvenuto al Santobono. Secondo quanto riferito, la famiglia di un piccolo paziente, 15 mesi, avrebbe aggredito verbalmente il personale medico sanitario affinché facesse determinati esami al bambino.

Aggressione all’ospedale Santobono di Napoli

Il piccolo è stato ricoverato con la febbre a 38’5°, dopo una serie di accertamenti di routine, risultati tutti negativi, i medici hanno firmato per le dimissioni del paziente. Ma la famiglia – erano presenti la madre del bimbo, la nonna e altri parenti – hanno chiesto esami ematochimici, che aveva suggerito loro il pediatra di famiglia. La situazione è degenerata quando la madre ha avuto un colloquio telefonico, in vivavoce, con il loro medico, che avrebbe istigato i presenti a pretendere determinati accertamenti.

La nonna del bambino ha poi alzato i toni della conversazione e, dopo aver sbattuto più volte con violenza la mano su una scrivania, avrebbe ‘sfidato’ il personale sanitario faccia a faccia per avere gli esami che chiedevano. Le urla dei presenti hanno allertato le guardie giurate che sono intervenute per ripotare la calma, aiutate dagli agenti di Polizia allertati dal numero anti-aggressioni, che hanno identificato tutte le persone presenti. La madre del piccolo, con le forze dell’ordine presenti, ha poi rifiutato il ricovero del figlio.

Il racconto di Nessuno tocchi Ippocrate

In data 04/04/2021 alle ore 17.42 giungeva in PS la paziente di 15mesi, per febbre: presa in carico alle ore 18:03 la piccola viene visitata nell’area dedicata del percorso COVID . La madre riferiva febbricola dal giorno precedente con assunzione di Bentelan su consiglio di pediatra privato alle ore 14.30.
Al momento della visita, TC 38.5°C, E.O. negativo per cui si somministrava tachipirina e si praticava stick urine risultato negativo. Dato il quadro clinico-anamnestico si procedeva dunque alla dimissione con indicazioni sulla gestione a domicilio.
La madre, la nonna ed altra parente presenti nella sala d’attesa del percorso COVID e più volte invitate ad allontanarsi, insistevano invece sulla necessità di praticare esami ematochimici (emocromo) su indicazione di un pediatra che la famiglia avrebbe consultato.
Seguiva, dunque, tramite cellulare della madre, tenuto in modalità “viva voce”, il colloquio telefonico tra il medico di guardia e il sedicente collega, tal dott. xxxxxx, che insisteva per l’esecuzione degli esami e, assumendo un tono istigatorio, invitava i familiari a “pretendere” gli approfondimenti diagnostici da lui, inappropriatamente, ritenuti necessari.
A quel punto la madre, la nonna e l’altra accompagnatrice assumevano un tono aggressivo passando ad ingiurie e gesti minacciosi: la signora qualificatasi come “la nonna” batteva più volte la mano sulla scrivania e si avvicinava “vis à vis” nonostante l’invito a calmarsi ed i ripetuti tentativi di tornare ad un confronto civile.
Giungevano quindi nel box, attirate delle urla, altri colleghi, accompagnate dalle guardie giurate.
Dopo pochi minuti giungevano gli agenti della Polizia di Stato, allertati attraverso il numero diretto antiaggressioni, che procedevano alla identificazione dei presenti e raccoglievano le relative deposizioni.
La madre del paziente, alla presenza degli agenti, decideva di rifiutare il ricovero.
“ E’ vergognoso che insieme alla ripresa degli accessi in PS siano riprese le aggressioni nonostante il massimo impegno e l’altissima qualità delle cure che stiamo fornendo in questo periodo di grande carico di lavoro – dice Vincenzo Tipo, Direttore del Pronto Soccorso dell’Ospedale Santobono – ma è ancora più grave che un collega, o sedicente tale, abbia istigato i familiari all’aggressione. Ho avuto assicurazioni dai vertici aziendali che verranno messe in atto tutte le misure di tutela del collega aggredito e si valuteranno le azioni legali eventuali verso gli aggressori. Così come si segnalerà all’ Ordine del Medici, il medico che ha indotto i familiari ad un tale deplorevole atteggiamento”.

Il post di Nessuno tocchi Ippocrate

Aggressione al Santobono tra i piccoli pazienti

Aggressione n.19 del 2021

Publicada por Nessuno tocchi Ippocrate en Miércoles, 7 de abril de 2021

denise pipitone avvocato sveva

Immagine di repertorio

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