Ultimo aggiornamento martedì, 02 Marzo 2021 - 17:46

“Mio marito ricoverato per Covid-19 abbandonato”, il racconto della signora Olimpia e l’appello

La moglie di un paziente ha voluto 'denunciar l'esperienza del coniuge e le condizioni in cui sarebbe stato dimesso

Cronaca
23 Febbraio 2021 17:48 Di Sveva Scalvenzi
6'

Il marito è tornato finalmente a casa e la signora Olimpia Parisi può tirare un sospiro di sollievo, ha però voluto raccontare l’esperienza vissuta durante il ricovero nel reparto G4 dell’azienda ospedaliera dei Colli, che a detta della moglie, in una lettera e in un video inviati alla redazione di Vocedinapoli.it, non sarebbe stata delle migliori.

L’uomo, Daniele Lo Piccolo, come raccontato dalla signora Parisi, è stato ricoverato il primo dicembre all’ospedale Cotugno di Napoli e subito dopo sarebbe stato trasferito al Monaldi poiché i polmoni sarebbero stati gravemente compromessi. “Voglio raccontare cosa accaduto – dice la signora Parisi in un video inviato a Vocedinapoli.it – affinché quanto capitato a mio marito non succeda più a nessun paziente”. A causa delle criticità delle condizioni di salute, il paziente sarebbe stato collegato all’ECMO, macchinario fondamentale per i problemi respiratori causati dal Covid-19. “Non tutti gli ospedali ne sono forniti, è uno strumento che aiuta molto i pazienti Covid, mio marito è stato  fortunato“, racconta Olimpia.

DALLA RIANIMAZIONE ALLA SUB- INTENSIVA – A comunicare con la famiglia del paziente era il personale medico sanitario, che giorno dopo giorno aggiornava sulle condizioni dell’uomo: “E’ stazionario“. Intorno alla fine di dicembre al paziente viene tolto l’ECMO, che ha iniziato a rispondere bene alla pratica del risveglio. Una volta che le sue condizioni sono migliorate, il signore è stato trasferito al reparto G4 dell’ospedale Cotugno, in sub-intensiva. E’ qui, spiega la signora Parisi, che il marito: “Doveva essere sottoposto a una serie di terapie per eliminare alcuni “piccoli” batteri, dovuti ai macchinari e ai numerosi tubi che lo tenevano in vita, e la fisioterapia motoria e respiratoria. La felicità di saperlo fuori pericolo dura poco poiché mi giungono dei messaggi vocali, imploranti d’aiuto, da parte sua“.

E’ in questo momento, dunque, che sarebbe iniziato, a detta della signora, ‘il calvario’ del marito: “Le sue capacità motorie erano ridotte al minimo, riusciva solo a muovere leggermente le dita ma, grazie ad un angelo bardato e mascherato, siamo riusciti a fare qualche breve videochiamata per vederlo. I colloqui pomeridiani con i dottori erano rapidi e poco soddisfacenti, non ci informavano della reale situazione che di lì a breve avremmo scoperto. Quando finalmente mio marito ha riacquisito la sensibilità nelle mani, ha iniziato a telefonarci ed è stato allora che abbiamo scoperto che si sentiva abbandonato in una stanza, dove gli infermieri entravano unicamente per effettuare le terapie mediche stabilite“.

La signora Parisi racconta che il G4 non sarebbe fornito di campanelli nelle stanze e i pazienti riuscirebbero a telefonare gli infermieri per chiedere assistenza solo se dotati di capacità motoria, per questo: “Il soccorso – dice la signora Parisi – non è immediato. Al contrario può avvenire anche con svariate ore di ritardo come è successo più volte a mio marito. Quando abbiamo fatto presente ad alcuni medici di questa situazione, ci hanno illustrato la suddivisione del reparto; è presente una zona pulita dove i dottori indossano semplicemente i loro camici e una zona sporca, dove sono sistemati i pazienti, nella quale vi accedono solo se bardati“. Il marito della signora, poiché avrebbe contratto un’infezione a causa di un batterio, spiega: “Veniva visitato alla fine del giro per evitare di trasportare il batterio nelle varie stanze“. Ma l’accusa della moglie è anche un’altra e riguarderebbe la mancata cura igienica del marito e di altri pazienti: “Dopo quindici giorni di scarsa igiene e di poca assistenza, ho contattato il caposala al quale ho riferito tutti i disagi dei quali era vittima mio marito. Dall’irregolarità dell’alimentazione alla mancanza di pulizia personale, dalla saltuarietà della fisioterapia all’assenza di attenzione per la somministrazione del farmaco per il diabete“.

TRATTAMENTO IGIENICO – Soltanto dopo questo colloquio telefonico, spiega la signora Parisi: “Mio marito viene lavato, sbarbato, i capelli vengono tagliati e gli indumenti cambiati. Tutto ciò accade il quindici gennaio ma, il ventuno, fui costretta a ricontattare il caposala poiché mio marito aveva trascorso gli ultimi giorni senza ricevere nuovamente attenzioni igieniche e aveva indossato per tre giorni lo stesso pannolone“.  Questa mancata igiene avrebbe causato una grossa piaga sul fondoschiena del paziente: “Mi avevano detto che si lamentava perché aveva problemi di testa, invece quando è tornato a casa mi sono resa conto della gravità, era una piaga che aveva da tempo e non era stata curata, ma gli hanno applicato un cerotto, per altro molto costoso, che non ha curato la piaga“.

LE DIMISSIONI – Al momento delle dimissioni la signora Olimpia avrebbe dovuto contattare un’ambulanza privata poiché il marito: “Non aveva riacquisito la mobilità. I medici mi avevano rassicurato che avrebbero dimesso mio marito solo dopo che avrebbe riacquisito le capacità motorie. Invece ho dovuto contattare un’ambulanza privata per riportarlo a casa“. Il marito della signora Olimpia oggi inizia a stare meglio, la piaga: “Trattata da un infermiere domiciliare, si è ridotta ed è in via di guarigione”. La signora ha però voluto raccontare cosa sarebbe accaduto al suo compagno: “Lo faccio perché mi auguro che nessuno debba passare per la stessa esperienza, non voglio rovinare la vita a nessuno, vorrei che chi lavora si passi la mano sulla coscienza“.

LA REPLICA – La redazione di Vocedinapoli.it ha contattato l’azienda ospedaliera dei Colli per una replica, il direttore del reparto G4 ha spiegato di aver redatto una relazione per l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (Urp) in cui rispondeva alla lettera che la signora Parisi ha inviato all’ospedale, ma no ha voluto rilasciare ulteriori dichiarazioni.

Il video della signora Olimpia Parisi

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