Ultimo aggiornamento mercoledì, 24 Febbraio 2021 - 20:52

Assenteismo, gare d’appalto truccate e corruzione alla ASL di Caserta, indagato presidente Consiglio campano Oliviero

Cronaca
22 Febbraio 2021 11:30 Di redazione
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Figura anche il presidente del Consiglio regionale della Campania Gennaro Oliviero, tra le persone indagate nell’inchiesta del Nas e della Procura di Napoli Nord sull’Asl di Caserta, che ha consentito di fare luce su numerosi episodi di assenteismo, corruzione e gare d’appalto truccate. Secondo quanto si apprende, ad Oliviero viene contestato il reato di traffico influenze in relazione a un singolo episodio.

L’operazione dei Nas

Questa mattina, nell’ambito di articolate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, i carabinieri del Nas di Caserta hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del tribunale di Napoli Nord, nei confronti di 18 persone (di cui 12 degli arresti domiciliari e 6 destinatarie di misure interdittive), residenti nella provincia di Caserta, responsabili a vario titolo, di associazione per delinquere, falso, ricettazione, truffa e corruzione, turbata libertà degli incanti, traffico illecito d’influenze ed altro.

Eseguito anche un provvedimento di sequestro preventivo di beni, per la somma complessiva di circa 1.580.000 euro, nei confronti di 48 indagati. Lo riporta una nota della procura del tribunale di Napoli Nord. L’indagine trae origine da una segnalazione, inviata ai carabinieri del Nas di Caserta da parte dell’Asl sulle anomalie nell’utilizzo del sistema informatico interno di gestione delle presenze, da parte di un dipendente che ne aveva accesso per la propria funzione di coordinatore amministrativo aziendale.

Le prime attività investigative hanno permesso di raccogliere “gravi indizi”, anche grazie ai risultati delle complesse attività tecniche, nonché di rilevare una serie di “illeciti allontanamenti dal servizio” da parte di 22 dipendenti dell’Asl di Caserta, per i quali, 25 novembre scorso, è già stata eseguita un’ordinanza cautelare per l’applicazione di misure interdittive per truffa ai danni dell’Asl. Nel prosieguo delle indagini – supportate da riscontri alle numerose nuove intercettazioni delle conversazioni telefoniche ed ambientali, nonché dall’acquisizione ed analisi di migliaia di atti aziendali e delle imprese accreditate – è stato possibile “evidenziare ipotesi delittuose – si legge ancora – nei confronti di 79 persone” finalizzate alla turbata libertà degli incanti mediante, secondo l’accusa, l’affidamento a poche ditte compiacenti, di lavori di adeguamento e ristrutturazione di locali aziendali gestiti direttamente dal Dsm, Dipartimento di salute mentale, in cambio di somme di danaro e regalie varie. Scoperta anche una serie di falsi ed abusi, in ordine alla gestione di pazienti con patologie psichiatriche che venivano affidati a strutture esterne convenzionate (cogestori) senza alcuna valutazione del piano terapeutico riabilitativo da parte del competente organo specialistico (Uvi), assoggettando l’onere di degenza, dalla somma di diverse migliaia di euro per ciascun paziente, a carico dell’Asl di Caserta.

Secondo la Procura, è emerso anche l’affidamento dei servizi di trasporto in emergenza (118) ad un’associazione di volontariato i cui vertici, in cambio, corrispondevano ad uno dei componenti della commissione aggiudicatrice ed ad altri dipendenti compiacenti dell’Asl regalie o altri vantaggi quali assunzioni di propri familiari.Fatta luce anche sulla corruzione attribuibile ai gestori delle strutture di riabilitazione convenzionate che, in cambio dell’affidamento diretto dei pazienti e dell’omessa attività di controllo sui piani riabilitativi, stando alle ipotesi investigative, corrispondevano periodicamente somme di danaro ed altre regalie ai funzionari pubblici che erano preposti alla tutela e corretta attività di recupero dei pazienti psichiatrici. Sotto accusa anche la “gestione occulta” da parte di alcuni funzionari dell’Asl, con intestazione fittizia a persone compiacenti, di strutture private convenzionate presso le quali venivano indirizzati i pazienti, affidati con onere a carico dell’Azienda sanitaria locale (diaria di circa 88 euro), direttamente dai medesimi funzionari. Nel mirino sono finiti anche, stando alle ipotesi della procura, la creazione di progetti finalizzati alla cura dei pazienti delle cosiddette ‘fasce deboli‘, di fatto mai attuati e dunque destinati alla sola spartizione delle somme di danaro pubblico investito, tra i sodali dipendenti del Dsm; l’affidamento pilotato di incarichi legali e mantenimento di apicali incarichi dirigenziali in seno all’Asl, mediante traffici di influenze illecite; l’acquisto di beni strumentali ad uso privato con i fondi pubblici dell’Azienda sanitaria locale; l’illecito allontanamento dal servizio, da parte di alcuni dipendenti dell’Asl, al fine di assolvere faccende personali e familiari.

Assenteismo, gare d'appalto truccate e corruzione alla ASL di Caserta, indagato presidente Consiglio campano Oliviero
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