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Mina Settembre, tutte le differenze tra la storia dei libri e quella raccontata in tv

Spettacolo
15 Febbraio 2021 09:16 Di redazione
6'

Mina Settembre è stata una delle serie tv di maggiore successo trasmesse dalla Rai. L’assistente sociale interpretata da Serena Rossi ha conquistato il pubblico durante la prima serata della domenica sera. Le storie sono tratte dai romanzi di Maurizio De Giovanni. Ecco tutte le differenze tra i libri e quello che abbiamo visto in tv secondo Style Magazine del Corriere della Sera:

Gelsomina Settembre, detta Mina, è un’assistente sociale in un consultorio dei Quartieri Spagnoli di Napoli con un matrimonio finito alle spalle e una madre severa e tagliente che gliene dice di tutti i colori (la Olga della fiction, che si chiama invece Concetta nei racconti di de Giovanni). Mentre però la Mina della fiction diretta da Tiziana Aristarco ha trentotto anni, un aspetto naturale ma curato e un’attitudine dolcemente combattiva, la Mina di Maurizio de Giovanni, che conosciamo per la prima volta nel racconto del 2013 Un giorno di settembre a Natale (Sellerio) l’avremmo forse immaginata un po’ diversa dalla bellissima Serena Rossi.

Quarantadue anni ben portati, occhiali da vista che continua a preferire alle meno comode lenti a contatto, qualche capello bianco ostentato con orgoglio e forme sinuose, che le attirano addosso costantemente gli sguardi di tutti, la Mina letteraria, quella descritta nei racconti e romanzi di Maurizio de Giovanni, si presenta senza dubbio con tratti più viscerali, meno sognanti e patinati di quelli che vediamo in scena nella fiction.

Claudio è l’ex marito di Mina, interpretato nella serie Rai da Giorgio Pasotti. Conosciuto ai tempi dell’università, Claudio è un magistrato dedito al lavoro, bello e di buona famiglia – nella fiction così come nei libri. Mentre però in tv è Claudio a tradire Mina (momentaneamente fuori casa per un congresso a Ischia), nel racconto di de Giovanni è Mina a tradire Claudio con un avvenente collega incontrato durante un congresso di lavoro tenutosi “al nord”.

Nonostante Claudio perdoni nel racconto il tradimento di Mina, è Mina stessa a prendere la difficile decisione di mettere fine alla loro lunga storia, rivelatasi più che altro (come si legge nel racconto edito da Sellerio) il frutto di “un rapporto cerebrale, basato sulla condivisione di valori e gusti letterari, musica e belle vacanze”. Quanto accaduto porta infatti Mina a riflettere sulla sua insoddisfazione e sulla necessità di cambiare vita. Diverso l’intreccio della fiction, in cui Mina rinfaccia a Claudio la colpa di aver tradito la sua fiducia, sebbene Claudio sia convinto, per parte sua, che sia stata l’ossessione di Mina per il padre e l’incapacità di superare la sua morte, avvenuta da appena un anno, la causa più profonda della fine del loro matrimonio.

Il dottor Domenico Gammardella, detto Mimmo, è il bellissimo ginecologo del consultorio che fa breccia nel cuore di Mina. Più di una differenza intercorre fra il Domenico dei libri di de Giovanni e quello della serie Rai, interpretato da Giuseppe Zeno. Mentre il primo è di origini molisane, il secondo è, sia nella vita che nella finzione, un napoletano verace. Se il primo è garbato, timido e riservato, il secondo si mostra tutt’altro che insicuro e inizia a corteggiare sfacciatamente Mina sin dal primo incontro.

Un altro aspetto che emerge dai libri e che viene sottolineato meno nella fiction è l’adorazione che le pazienti del consultorio, in esponenziale aumento da quando c’è Mimmo, riservano al nuovo ginecologo, arrivato a sostituire l’anziano dott. Rattazzi.

Mina è un’appassionata assistente sociale che non si tira indietro di fronte a nessuna difficoltà e che mette a rischio la sua stessa vita per aiutare gli altri. Nella fiction, i casi che coinvolgono Mina sono ripresi quasi fedelmente dai libri di Maurizio de Giovanni. Gli uomini della sua vita, poi (e, nella serie, anche le amiche, che invece non compaiono nei racconti ma solo nei romanzi, seppur con nomi e tratti differenti), sono sempre a sua disposizione per aiutarla. Il linguaggio narrativo slitta di molto nella resa televisiva, con una sfumatura in deciso stile giallo/thriller (e venature ironiche più marcate) nei racconti di de Giovanni, che mentre nella fiction i casi che Mina risolve (sempre con successo) puntellano la narrazione delle vicende private, sentimentali e familiari dei personaggi.

Nanninella Capasso è un personaggio che fa la sua comparsa in Un giorno di settembre a Natale di Maurizio de Giovanni e che conosciamo nel primo episodio della fiction Rai, interpretata da Maria Vera Ratti. Divenuta amante (nella fiction, una prostituta nel racconto) di un importante boss locale, Mina la aiuta da uscire da una situazione difficile in cui si è cacciata a causa delle sue frequentazioni, arrivando persino a mettere a repentaglio la vita di suo figlio. Nel racconto, molto più spazio viene dedicato al motivo per cui Mina è così affezionata alla ragazza. Mina, infatti, si ricorda di lei dai tempi in cui lavorava senza stipendio al tribunale dei minorenni e Nanninella era solo una bambina, una “bambina del Bronx”, come viene chiamata nel racconto. «Per carità, è giusto, dottore’. Voi mica ci potete seguire per tutta la vita, a noi. Ci portate a una base, un diploma, magari un lavoro, o fuori dalla galera. Poi però noi dobbiamo affrontare il mondo nostro, un’altra volta. E il mondo nostro, lo sapete, è un inferno. Mica è colpa vostra: la colpa è nostra, che una mattina non ci alziamo e cominciamo a sparare addosso ai mostri, che non li ripaghiamo con le stesse armi loro»: con queste parole Nanninella si rivolge a Mina nel racconto Un giorno di settembre a Natale (Sellerio), quando si presenta nel suo studio alla disperata ricerca d’aiuto.

Nando Paone interpreta Rudy nella fiction, il portiere del palazzo del consultorio in cui lavora Mina, nel rione Sanità. Nella fiction, Rudy – dalla battuta salace, cascamorto (anche se innocuo) di professione – è attratto dall’ostetrica del consultorio, Rosaria, e a lei riserva le sue speranze e attenzioni, naturalmente non corrisposte. Nei racconti di Maurizio de Giovanni invece sono le prorompenti forme di Mina ad attirare le (fin troppo insistenti) occhiate di Rudy.

In questa foto vediamo Serena Rossi/Mina Settembre con Rosalia Porcaro, che nella fiction interpreta Rosaria, l’ostetrica del consultorio di cui Rudy è perdutamente innamorato. Nella narrazione di Maurizio de Giovanni, al consultorio lavora insieme a Mina e Domenico non un’ostetrica ma una psicologa, “un’anziana dolce signora dei quartieri alti” che, come scrive l’autore in Un giorno di settembre a Natale (Sellerio), “si vedeva raramente perché aveva uno studio privato e non andava volentieri a sporcarsi le mani nel popolare, pur non volendo perdere qualifica e stipendio”.

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