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Napoli, nasce un nuovo distretto musicale nel vicolo di San Pietro a Majella

Un progetto importante: il palazzo musicale sarà di ispirazione per le nuove leve, rimarcando un'identità che rese Napoli una capitale musicale

Musica
17 Ottobre 2020 14:48 Di Cristina Siciliano
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Quando si dice “vedi Napoli e poi muori”, ci sono buone ragioni. I panorami incantatori, il Vesuvio, il tessuto urbano, la cultura e il folklore, la vivacità popolare ne fanno un posto senza eguali. Ben vengano dunque le iniziative che puntano a valorizzare questo luogo mirabile e la sua arte, anche quella musicale.

Infatti, come riporta Repubblica, entro un anno dovrebbe nascere un distretto musicale, dal vicolo di San Pietro a Majella – quello del conservatorio e del negozio Simeoli, e dove un tempo affacciavano le edizioni musicali Bideri – a piazza Miraglia.

È l’ambizioso progetto di rigenerazione culturale e urbana voluto da un gruppo di imprenditori presieduto da Raffaele Iovine, insieme con il conservatorio di San Pietro a Majella, la collaborazione del museo Mann (interessato al progetto delle isole culturali cittadine) e gli studi di architettura Salzano e Vele, d’intesa con il Comune.

Il progetto per il vicoletto di San Pietro a Majella

Il progetto, prevede un investimento privato di almeno un milione e mezzo di euro, riguardando tre azioni complementari tra loro: la ristrutturazione dell’edificio di proprietà della congregazione dei Servi di Maria che Iovine ha in fitto da quattro anni, e che dovrebbe diventare una sorta di palazzo della musica (adiacente al conservatorio), la ristrutturazione di piazza Miraglia con una megapanchina «intelligente» per cento persone, dove si potranno scaricare applicazioni musicali ed esibirsi all’aperto con adeguati supporti tecnologici, e la riqualificazione di vicolo San Pietro a Majella, collegamento con via San Sebastiano, la strada tradizionalmente dedicata ai negozi di musica, da qualche tempo in grave difficoltà.

Nel palazzo saranno a disposizione dei giovani musicisti spazi dove potersi esibire, aule per i corsi jazz del conservatorio, laboratori e incontri musicali. Sarà, inoltre, adibito a «foresteria» per gli aspiranti musicisti fuori sede.

E mentre il Comune si è impegnato a trovare una soluzione abitativa per una quindicina di persone che attualmente occupano il palazzo, sono stati già stabiliti patti di collaborazione con il consorzio dei commercianti del quartiere, e le chiese di San Pietro a Majella e della Croce di Lucca che, con la basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta (gestita da Iovine con un’associazione) dovrebbero ospitare eventi musicali ogni settimana.

Inoltre, nel progetto per il vicoletto di San Pietro a Majella, si potrà passeggiare scaricando musica gratuitamente sullo smartphone ed osservare la realizzazione di murales dedicati a Pino Daniele, cresciuto in quelle stradine del centro storico, e James Senese.

Insomma, come si può notare la città di Napoli e la musica sono da sempre legati ad un filo imprescindibile, sintomo di una tradizione in grado di rispondere a ciò che gli accade con arte e leggerezza,  senza mai sprofondare nella superficialità.

 

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