Ultimo aggiornamento mercoledì, 30 Settembre 2020 - 20:49

Napoli in ascolto di Piano City. 6 giorni e 150 concerti allestiti nei luoghi simbolo della città

Musica
13 Settembre 2020 12:04 Di redazione
3'

Grazie maestro. Marco Napolitano, erede della storica azienda di pianoforti, e solo grazie alla sua tenacia Piano City è giunto alla settima edizione. Rubato anche lo scettro all’inventore, il teutonico compositore Andreas Kern che dopo le prime edizioni a Berlino ha mollato il colpo ma salirà stasera sul palco del Maschio Angioino invitato a chiudere la rassegna napoletana con “Piano Battle R-Evolution”, ossia una sua reinterpretazione di brani classici.
Impossibile seguirli ho scelto, spero, i migliori.
“Mettiamoci in ascolto del nostro battito del cuore e saremo in sintonia con Chopin”, ha aperto il suo meraviglioso concerto Valentina Ambrosiano con i notturni di Chopin. E la location, l’ Hotel du Charme Decumani, diventa uno splendido osservatorio su un mondo antico che non esiste più. Il palazzo risale al secolo XVIII e fu, un tempo, dimora del Cardinal Sisto Riario Sforza, ultimo Vescovo del Regno di Napoli Borbonica. In sala il pubblico in un appetito crescente di note. Pochi ma buoni, per esigenze da protocollo sanitario. Quindi anche a distanza di sicurezza potremmo dire che la sala era gremita.
Io in primissima fila, sentivo il respiro di Valentina. Era emozionata Valentina, era il suo primo concerto dopo il lockdown e non è abituata, come tutti d’altronde, a vedere il pubblico in maschera (ina). Il piano trasudava non solo note di bellezza e lei ogni tanto asciugava i tasti con una carezza.
Nel cortile monumentale di Maschio Angioino dove si respira ancora il tempo opaco della storia altra straordinaria performance in chiave rock della siciliana di Siracusa Elpidia Giardina che ha reinterpretato gli hit dei Pink Floyd.
Ha ceduto poi il palco a “Mozart il rivoluzionario”, interpretato da un grande Dario Candela: “ Mozart è l’autore universale per eccellenza ed io approfitto del fatto che lui abbia viaggiato fino a Napoli per proporre un viaggio nella sua musica pianistica”, spiega Dario.
Pianista di grande talento Carlo Berton che ha ripreso e arrangiato la grande tradizione di Astor Piazzola. Per lui “”Non c’è mai fine. Ci sono sempre dei suoni nuovi da immaginare, nuovi sentimenti da sperimentare”. Come quello di festeggiare il centenario dell’università Parthenope sulla terrazza sospesa fra cielo e mare di Villa Doria D’Angri ( non a caso qui soggiorno nel 1880 anche Wagner e compose il Parsifal). Nelle sale affrescate un’anteprima della mostra dell’artista tedesco Christian Flamm, allestita dalla Galleria Fonti: un certosino lavoro di decoupage in bianco e nero ispirati alla tastiera di un pianoforte.
Sulla sua monumentale scalinata Dolce & Gabbana fecero sfilare la loro collezione d’Alta Moda, adesso si cambia musica e sull’altare della sontuosa Basilica di San Paolo Maggiore due pianoforti e otto mani ( sapienti quelle di Enza De Stefano, Geminiano Mancuso, Giuseppe Giulio De Lorenzo, Domenico Iadevale. E ancora “Bianco e nero”, tutto jazz di Rita Marcotulli e Elisabetta Serio.

Napoli in ascolto di Piano City. 6 giorni e 150 concerti allestiti nei luoghi simbolo della città

pagina Facebook di Januaria Piromallo

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