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Gaetano Zarelli, titolare della pizzeria “Donna Sofia”, si unisce all’appello degli altri ristoratori campani

"La mia speranza è che almeno possano riattivare al più presto la consegna a domicilio, per cercare di salvare il salvabile"

Napoli Città
21 Aprile 2020 19:25 Di Marta Ricciardi
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Il Covid-19 non ha provocato solo immense perdite e grandi deficit per quanto concerne il campo della Salute Pubblica, da quanto si prospetta, gravi sono stati e saranno anche i danni all’economia ed al commercio del nostro Paese.

A farne le spese, in primis, sono i titolari degli esercizi commerciali che si ritrovano non solo a contare i danni economici fino ad oggi avuti ma anche e sopratutto a cercare di capire come far ripartire la propria attività dopo questa bufera, chiedendo alle istituzioni maggiore chiarezza sulle modalità e le tempistiche di riapertura e nel contempo avere maggiore sostegno dallo Stato.

Sono tanti i pizzaioli ed i ristoratori che si accodano all’appello lanciato da Gino Sorbillo e da Massimo Di Porzio di riattivare il delivery in Campania e di sospendere momentaneamente il pagamento degli affitti.

Tra questi ritroviamo Gaetano Zarelli, titolare della storica pizzeria Donna Sofia, situata nel cuore di Napoli, in Via dei Tribunali 89.

«Purtroppo in questa fase si riesce difficilmente ad essere ottimisti – afferma Zarrelli – sul futuro della nostra attività lo Stato non ci aiuta, i sussidi non bastano per tutti e quando finalmente potremo riaprire le nostre pizzerie sarà difficile capire come comportarsi per gestire al meglio le distanze».

Anche Gaetano Zarelli fa un appello alle istituzioni, richiedendo una maggiore chiarezza sulla gestione delle attività quando verrà concessa la riapertura. I locali del centro storico di Napoli, che tanto vivevano di turismo, saranno fortemente penalizzati da questo arresto repentino dello stesso.

Da non sottovalutare è anche la questione della “sicurezza e degli spazi“, poiché per la pizzeria Donna Sofia, come molti altri locali tipici di Napoli, non sono molto ampi, per cui bisognerà ridurre i coperti per distanziare i tavoli.

«La mia speranza – continua Gaetano – è che almeno possano riattivare al più presto la consegna a domicilio, per cercare di salvare il salvabile. Ho dei dipendenti, è una mia responsabilità fare in modo che non perdano il lavoro, ma lo Stato ci dovrebbe venire incontro, altrimenti il futuro sarà incerto per tutti».

Donna Sofia affonda le sue più profonde radici nel 1936, quando, il signor Gaetano Esposito aveva il suo forno. Con il profumo del suo pane, attirava tutti i clienti che abitavano nelle vicinanze. Il nome Donna Sofia è stato scelto dai nipoti Marco e Gaetano Zarelli nel 2012, in riferimento ad una delle donne più belle del quartiere, che acquistavano il pane dal nonno.

Da quel momento in poi, i fratelli Zarelli riportano in una delle strade principali del centro storico il ricordo di quel nonno inondava il quartiere del profumo del buon cibo partenopeo.

Gaetano Zarrelli, titolare della pizzeria "Donna Sofia", si unisce all'appello degli altri ristoratori campani

 

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