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Coronavirus, Gasperini: “A Bergamo siamo organizzati, mi chiedo cosa potrebbe accadere a Napoli”

Sport
12 Marzo 2020 21:30 Di Antonella Bianco
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“La nostra vita è cambiata, il mondo si è rovesciato. Ho visto che hanno spostato partite di Europa League, tra poco toccherà alla Champions immagino. L’Italia è avanti di venti giorni rispetto ad altri paesi. Da queste parti, in Lombardia, siamo sufficientemente organizzati, pur se in difficoltà. Mi chiedo cosa potrebbe accadere a Roma o a Napoli”, sono queste le dichiarazioni del tecnico dell’Atalanta Gasperini in merito all’emergenza legata alla pandemia del Coronavirus.

Poi continua: “Ad ogni modo noi italiani sappiamo adattarci. Poi devo dire una cosa: mi ha dato fastidio la speculazione politica sui soliti temi; i calciatori e gli interessi economici, i soldi che si perdono. E’ demagogia pura. Avevo gradito il primo decreto che consentiva le partite a porte chiuse. Trovo che il calcio sia terapeutico, diamo due ore di svago a queste persone, invece niente. Il calcio come antidepressivo, come forma di sopravvivenza, è così che lo considero. Le abitudini sono importanti, e non solo per noi italiani la visione di una partita, una parentesi di leggerezza, può risultare importante. Hanno voluto dare un segnale forte, bah. Bisognava andare avanti con le porte chiuse, io la penso così”.

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