Ultimo aggiornamento domenica, 19 Gennaio 2020 - 17:43

Reddito di cittadinanza: scatta l’obbligo di fare lavori socialmente utili

Economia
13 Gennaio 2020 13:42 Di redazione
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Tra tanti ostacoli e ritardi, prende il via quella che è stata definita la fase 2 del reddito di cittadinanza, ossia quella in cui i destinatari del sussidio verranno chiamati a svolgere lavori socialmente utili.

A breve i Centri per l’impiego provvederanno alle convocazioni. I progetti utili per la collettività, che non devono superare le 8 ore settimanali, verranno svolti in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni. Come si legge nel decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il percettore del sussidio potrà scegliere se svolgere le 8 ore settimanali in un solo giorno o spalmate su più giornate, ma con l’obbligo di completare le ore previste al mese, con la possibilità di recuperare, entro certi limiti, le ore perse.

In pratica, un ritorno con una nuova formula dei lavori socialmente utili, che furono introdotti per la prima volta nel 1993 per coloro che ricevano la cassa integrazione straordinaria e poi estesi anche ai lavoratori in mobilità e ai disoccupati di lunga durata con il pacchetto Treu del governo Prodi I. Uno strumento ora in mano ai Comuni, a cui spetta la titolarità dei progetti, per potenziare le loro attività a sostegno della collettività. Una volta che le amministrazioni definiranno i lavori da svolgere, chi non rispetterà l’obbligo – previsto tra un minimo di 8 e un massimo di 16 ore settimanali – vedrà decadere il sussidio.

Le informazioni e i dettagli sul provvedimento sono contenute nel decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 8 gennaio, che richiama il documento del 22 ottobre 2019 firmato Catalfo.

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