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Cardito, il racconto dello psicologo della sorella di Giuseppe: “Reinterpretava le violenze nei giochi”

Cardito
2 Dicembre 2019 17:34 Di redazione
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La sorellina di Giuseppe, il bambino di 7 anni ucciso dal patrigno, Toni Badre lo scorso 27 gennaio a Cardito, quando gioca con gli amici reinterpreta le scene di violenza vissute in casa. Lo psicoterapeuta che ha assistito la bambina ha parlato oggi davanti alla terza Corte di Assise e ha raccontato i dettagli raccapriccianti che la sorella di Giuseppe aveva raccontato ai suoi educatori

Aveva detto di ricordarsi tutto, le numerose botte che il patrigno dava a Giuseppe: “Mi ricordo le botte che dava (il patrigno) a Giuseppe, così tante che poi sembrava morto… ma adesso non ci voglio più pensare“.  Ma a colpire nel racconto del dottore è come questa bambina sia, utilizzando le parole del terapeuta “adultizzata e razionale”.

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Addirittura più di una volta avrebbe giocato con i bambini della casa famiglia in cui è ospitata, reinterpretando le scene in cui Toni picchiava il fratello. Distribuiva i ruoli e iniziava l’anomalo gioco: “Adesso Toni è arrabbiato perché ha mal di testa e picchia Giuseppe“. L’educatrice che era nella casa famiglia, quando si è accorta cosa stava accadendo, ha cercato di far cambiare gioco ai bambini.

C’è anche un altro episodio che lascia intendere i traumi dovuti subire da questa bambina, quando un compagno le ha detto: “Ti uccido“, lei ha risposto: “Tanto ci ha già provato Toni“. Oppure quando ha detto che il patrigno picchiava lei e il fratello con la schiumarola con cui si cucina. Ascoltati sul banco dei testimoni anche tre maestre e un conoscente dell’imputato.

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