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Napoli, la “mappa” della prostituzione: ecco i parcheggi del sesso

La segnalazione di Borrelli e Simioli. Le condizioni delle prostitute nella zona di Gianturco. Nelle tariffe anche il parcheggio

Non c’è stop e il lavoro non è riservato alle sole ore serali e notturne. Certo in questo momento della giornata aumenta drasticamente il numero di donne che sono sulla strada ma ormai in alcune zone di Napoli e provincia si vedono prostitute anche di giorno.

Un fenomeno che rappresenta una piaga sociale ed economica. Nel primo caso perché le protagoniste sono spesso vittime di sfruttamento di essere umani. Nel secondo perché si tratta di un’attività che foraggia l’economia illegale e criminale.

Come riportato da Il Mattino è possibile strutturare una vera e propria mappa del fenomeno legato alla prostituzione. Nello specifico il quotidiano si è concentrato nella zona a ridosso di Piazza Garibaldivia MarinaGianturco.

In queste aree ci sono anche dei “parcheggi” adibiti ad aree per avere rapporti sessuali con i clienti di turno. Ad esempio, nei pressi del cavalcavia di Galileo Ferraris c’è uno spazio alle spalle di un cancello attrezzato con separà e un container bianco. Tra rifiuti e degrado vi è questo cartello: “Costa 5 euro a macchina“.

La presenza di un’area adibita abusivamente a luogo di incontro per coppiette in auto nell’area di Gianturco pone il tema dell’assenza a Napoli di un luogo dove appartarsi in condizioni di legalità e sicurezza. Ci chiediamo perché la città di Napoli ancora non si sia dotata di un parco dell’amore come hanno fatto altri comuni. A Giugliano, ad esempio, abbiamo condotto e vinto una lunga battaglia per fare in modo che l’amministrazione creasse uno spazio del genere. Chi vuole avere dei rapporti sessuali in auto è ancora costretto ad appartarsi nei parcheggi o in viottoli diroccati, e ciò genera anche un problema di sicurezza e pulizia.

Occorre creare delle aree che offrano la possibilità di appartarsi a chi è in cerca di intimità. Non parliamo di prostitute e dei loro clienti ma di tutti coloro che si espongono al rischio di rapine e cattive incontri posizionandosi in luoghi poco frequentati. Quanto al tema sollevato dall’inchiesta del Mattino sul parcheggio Brin c’è da interrogarsi sul destino di questa struttura, che non merita di essere ridotta a parcheggio dei mezzi sotto sequestro o ad alcova per gli incontri delle prostitute. Il Brin dovrebbe essere uno degli hub della mobilità cittadina, un punto di interscambio per chi arriva a Napoli e ha bisogno di recarsi in centro. E invece, nonostante le tariffe concorrenziali, è sempre mezzo vuoto. Occorre invertire la tendenza e implementarne l’attività, anche attraverso una precisa informazione sui servizi offerti dal parcheggio“, hanno dichiarato il Consigliere regionale dei Verdi Francesco Borrelli con Gianni Simioli a La Radiazza su Radio Marte.

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