Ultimo aggiornamento lunedì, 18 Novembre 2019 - 22:30

De Ligt “ama” la pallavolo ma gli esperti lo assolvono: “Non era rigore”

Calcio Napoli
3 Novembre 2019 12:11 Di redazione
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Due pesi e due misure. Si grida all’ennesimo scandalo per la diversa gestione dei falli di mano in area di rigore anche se, gli esperti, sostengono l’esatto contrario. Il Napoli è a -11 dalla vetta dopo appena undici giornate ma a tenere banco, oltre alla crisi di gioco della squadra di Carlo Ancelotti, sono le decisioni arbitrali, ma uniformi. Dopo lo scandalo con l’Atalanta, all’Olimpico il Var vede (a differenza di quanto fatto con il bergamasco Toloi nei minuti di recupero) il fallo di mano di Callejon con Rocchi “costretto” a concedere il rigore alla Roma (poi parato da Meret).

Passano poche ore e nel posticipo del sabato tra Torino e Juve ecco arrivare una decisione completamente diversa. A beneficiarne è la Juventus, già protagonista nel turno infrasettimanale di alcuni episodi arbitrali dubbi ma, come spesso capita, favorevoli alla causa bianconera.

Dopo l’ennesimo tocco di mano di De Ligt (qualcuno dovrebbe spiegare al giovane e forte olandese che il volley è un altro sport), l’arbitro Doveri. Due pesi e due misure che Sky Sport prova a spiegare in un dettagliato articolo, commentato in modo ironico dai tifosi di tutte le altre squadre.

“Il pallone spiove verso il difensore olandese dopo una rimessa laterale lunga di Rincon e un tocco di testa di Belotti. Sul tocco di De Ligt Doveri lascia correre e dalla cabina Var Maresca sostiene la decisione del collega. Decisione che si spiega con la posizione del braccio dello juventino, che lo tiene lungo il corpo e prova anche a sottrarsi al contatto col pallone ritraendolo indietro. Una dinamica che ricorda quella del rigore concesso in Lecce-Juventus: in quella occasione il braccio era leggermente più largo, e a quanto risulta comunque la valutazione fatta da Rizzoli fu di un rigore piuttosto severo, che sarebbe stato meglio evitare anche se non un errore così clamoroso da meritare una revisione Var. Ricordiamo che a parte alcune situazioni ben codificate, come il braccio tenuto oltre la linea delle spalle (vedi rigore provocato da Mario Rui in Roma-Napoli), un movimento giudicato volontario (il caso di Callejon nella stessa partita), o un pallone giocato inavvertitamente sul proprio braccio (De Ligt contro il Bologna), nel giudizio rimane sempre un margine di soggettività degli arbitri, che devono valutare se l’aumento dell’ingombro determinato dal braccio avviene in maniera “innaturale”.

Mani involontario anche per l’ex arbitro Luca Marelli che sul suo blog scrive:

Primo elemento da tener presente: il braccio destro di De Ligt è in posizione completamente differente da quello sinistro. Se De Ligt avesse intercettato il pallone col braccio sinistro, non ci sarebbe stato alcun dubbio sulla punibilità. Prima del contatto col braccio destro, il pallone è stato deviato due metri davanti da Belotti di testa.

Braccio aderente al corpo e che non si muove verso il pallone. Al limite si scorge un movimento di De Ligt per portare il braccio ulteriormente vicino al corpo, non certo una volontà di intercettare il pallone.
La deviazione del pallone da parte di Belotti rende l’episodio non uguale ma con molti punti in comune con quello di Lecce: in quel caso fu Lucioni a deviare il pallone con la coscia a due metri dal difensore.
In questo caso come a Lecce, il tocco di braccio non è punibile. Legittimo che il VAR Maresca si sia preso il tempo ritenuto necessario per visionare tutte le inquadrature possibili.
Sulla base di quanto visto ed ascoltato a Coverciano, infine, è corretta la scelta di non intervenire e di confermare la scelta di Doveri.
Il VAR doveva perlomeno farlo rivedere a Doveri?
Nemmeno.
Non è un chiaro ed evidente errore. Anzi, secondo quanto sancito dall’analisi tecnica di Coverciano, non c’è nulla di punibile e, pertanto, una review sarebbe stata sbagliata concettualmente. Ed anche su questo punto non posso che essere d’accordo.

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