Ultimo aggiornamento lunedì, 11 Novembre 2019 - 21:31

Vergogna al Bosco di Capodimonte, rubate le targhette dalle panchine: “Siamo sdegnati”

Napoli Città
28 Ottobre 2019 20:52 Di redazione
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Sedici targhette con scritti intimi e pensieri poetici, con dediche a persone care, frasi, ricordi d’infanzia incisi sull’ottone sono state trafugate nel weekend sulle nuove panchine donate al Museo e Real Bosco di Capodimonte. L’iniziativa “Adotta una panchina, un albero, una fontanella o un beverino”, portata avanti dall’associazione Amici di Capodimonte onlus, è stato un successo della cultura della partecipazione civile. Avviato nell’agosto 2017, il progetto ha portato nel giro di qualche anno all’adozione di oltre 118 panchine, 60 alberi, 3 beverini per cani, 3 portabici e una fontanella. Un’iniziativa oltraggiata da un atto vandalico avvenuto nel weekend a danno di 16 panchine, tra queste c’è anche la panchina rossa, inaugurata il 5 dicembre 2018 nell’area del Belvedere donata dalla III Municipalità Stella-San Carlo all’Arena. La targhetta sullo schienale recitava “Senza donne non c’è rivoluzione”.

“Siamo sdegnati per questo vile atto vandalico che offende direttamente la cultura della partecipazione e il senso civile – afferma il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger – Reinstalleremo subito le targhette trafugate”. Il direttore Bellenger condivide la profonda indignazione del visitatore Fulvio Frezza che ha denunciato il furto nel weekend scorso e rilancia la cultura della partecipazione. “Questo bosco era abbandonato e pericoloso al mio arrivo, grazie all’aiuto del quartiere e alla partecipazione di tutti i napoletani ha ritrovato la sua bellezza e noi vogliamo continuare a portare avanti con fermezza questa cultura della partecipazione. Ringrazio, perciò, tutti quelli che hanno donato in questi anni e dico che risponderemo a questo atto vandalico invitando tutti i napoletani a sostenere ancora di più l’iniziativa con l’adozione di altre panchine nel Bosco di Capodimonte dimostrando che questo schiaffo non ferma la volontà civile e la cura della bellezza”.

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