Ultimo aggiornamento lunedì, 21 Ottobre 2019 - 19:59

Minaccia personale del 118 per una visita in ospedale: “Guido io l’ambulanza o vi sparo”

La segnalazione e la denuncia dalla pagina Facebook "Nessuno Tocchi Ippocrate". L'aggressore è un detenuto agli arresti domiciliari

Cronaca
14 Agosto 2019 14:38 Di redazione
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Un’altra aggressione subita dal personale del 118Napoli. Questa volta l’episodio, denunciato dalla pagina FacebookNessuno Tocchi Ippocrate“, è avvenuto a San Giovanni a Teduccio quartiere della zona Est di Napoli.

La scorsa notte in via Sorrento un’ambulanza è intervenuta dopo una chiamata dovuta ad un incidente. La segnalazione si è rivelata falsa in quanto la persona che aveva chiamato il 118 è un detenuto ristretto agli arresti domiciliari.

All’arrivo dei sanitari l’uomo li ha aggrediti e minacciati: “Portatemi al Loreto Mare altrimenti vi sparo, guido io l’ambulanza“. In realtà il detenuto voleva recarsi al nosocomio per avere una visita dermatologica. L’uomo era infatti in possesso di un’impegnativa del suo medico.

Arrivati in ospedale con l’ambulanza, ad attendere lui e il personale del 118, c’era una pattuglia della polizia che ha fermato e trasportato in carcere il detenuto.

IL POST DI “NESSUNO TOCCHI IPPOCRATE” –

‘Devo andare al Loreto mare, l’ambulanza la Guido io! Portatemi al Loreto altrimenti vi sparo’

Postazione 118 Loreto Mare

Aggressione n. 65 del 2019

Queste sono state le parole di un detenuto agli arresti domiciliari che stanotte, intorno a mezzanotte, a via Sorrento a San Giovanni a Teduccio, ha chiesto l’intervento del 118 per un investimento stradale (totalmente simulato, anche perché il paziente era agli arresti domiciliari, come poteva essere per strada?!).
In realtà il galeotto voleva essere portato al Loreto mare in quanto aveva una impegnativa del medico di famiglia per visita dermatologica da effettuare presso suddetto nosocomio.

Al rifiuto da parte della postazione 118 il paziente è andato in escandescenza barricandosi dentro al mezzo di soccorso e minacciando di morte l’equipaggio addirittura simulando la presenza di una pistola nella cintola.

Per ‘stato di necessità’ la postazione accontenta il paziente ma è una trappola! All’arrivo in ospedale una pattuglia attende il facinoroso che verrà tradotto in carcere dopo regolare denuncia esposta dal medico di postazione“.

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