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Dire “i napoletani sono tutti ladri” non è reato per la procura di Aosta

Napoli Città
13 Giugno 2019 14:49 Di Claudia Coppola
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Risale al 26 gennaio scorso la vicenda che aveva visto un impiegato del bar “Caffè delle Guide“, nella località turistica di Courmayeur (Valle D’Aosta), rifiutare di trasmettere la partita di calcio Milan-Napoli, sostenendo davanti ad un cliente che gliel’aveva chiesto che “i napoletani non ci piacciono perché sono tutti ladri e le partite del Napoli non le facciamo vedere“. Il cliente del bar, originario di Caserta ma residente da anni a Milano, si trovava lì con i suoi due figli di 8 e 11 anni, in quella località che la sua famiglia frequentava da almeno 10 anni. Dopo aver portato fuori i due bambini, il cliente era tornato nel locale per avere spiegazioni, ma era stato nuovamente respinto sempre per lo stesso motivo, accompagnato da alcune risate di persone nella sala.“Stiamo parlando di un episodio di inaccettabile discriminazione avvenuto in pieno centro di una delle località turistiche più rinomate d’Italia e d’Europa” aveva dichiarato l’uomo. “Mai mi sarei aspettato che sarebbe potuto accadere quanto è purtroppo successo”

Il cliente aveva subito denunciato ai Carabinieri del posto l’accaduto, i quali avevano archiviato la questione sostenendo che il gestore del locale, Nicholas Borghi, (anche se assente in quel momento) avesse tutto il diritto di negare la visione del match nel suo locale. Successivamente quindi, il cliente ha aperto una querela per diffamazione e ingiuria contro il proprietario, che gestisce appunto un luogo che già dal nome preannuncia “un locale dal passato glorioso, il cui nome da solo evoca una categoria, le Guide Alpine, che da sempre si sono distinte per la loro passione nell’aiutare chiunque fosse in difficoltà”. Il gestore del locale, venuto a conoscenza del battibecco, ha subito mandato un biglietto di scuse al turista campano, ma ha anche affermato che “le versioni non sono coincidenti, e se devo dirla tutta la persona che avrebbe avuto il battibecco con il turista è un argentino sposato con una pugliese” .

LA BEFFA – Nei giorni scorsi, il vice procuratore onorario di Aosta, Sara Pezzetto, ha chiesto al giudice di pace di archiviare l’indagine per diffamazione perché il fatto non sussiste: secondo la procura, infatti, il comportamento del gestore non rispecchia le caratteristiche del reato di diffamazione, in quanto l’offeso era presente, né rappresenta reato di ingiuria (reato depenalizzato). Inoltre, non si può neppure parlare di reato di “odio razziale” dato che in quel momento nel locale erano presenti molti turisti stranieri che stavano guardando il Tornei Sei Nazioni di rugby, quindi, sulla base di una sentenza della Cassazione, mancherebbe proprio un “sentimento idoneo a determinare il concreto pericolo di comportamenti discriminatori“. Al quarantottenne di origini campane resta solo la strada del giudizio civile per poter proseguire con l’accusa.

 

 

 

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