Ultimo aggiornamento martedì, 16 Luglio 2019 - 21:04

Orchestra filarmonica campana, rientra dopo due mesi di concerti in Cina

Musica
12 Giugno 2019 13:18 Di ilaria carbone
3'

È terminata ufficialmente l’11 maggio la tournée dell’Orchestra Filarmonica Campana in Cina. Due mesi vissuti all’insegna del bel canto e della classica italiana. A dirigere Giulio Marazia, direttore e fondatore dell’OFC sin dal 2006.
Pasquale Conticelli tenore e Luana Lombardi soprano dell’orchestra hanno retto con le loro preziose ugole oltre 28 concerti in giro per la Cina senza mai venir meno alla loro grande affabilità, professionalità ed empatia con un pubblico che ha ripagato le loro performance con numerose standing ovation.

L’orchestra d’altro canto ha reso e raggiunto alti livelli di performance in Vespri Siciliani di Giuseppe Verdi, Grand Opéra in 5 atti composta in francese tra il 1853 e il 1855 ed eseguita per la prima volta all’Opéra di Parigi il 13 giugno dello stesso anno con il libretto di Eugène Scribe e Charles Duveyrier e ispirato alla vicenda storica dei Vespri siciliani: ribellione scoppiata a Palermo (all’ora dei vespri) il Lunedì dell’Angelo del 1282 con l’obiettivo di ribellarsi e debellare i dominatori francesi dell’isola, gli Angioini, avvertiti come oppressori stranieri e suggellata dal Allegro Finale impetuoso cadenzato dalla bacchetta del Marazia ad una velocità degna di eseguire brillantemente il tutto fino alla fine.

Un altro dei brani presentato nel programma e particolarmente apprezzato è stato Iris di Pietro Mascagni su libretto di Luigi Illica composta e rappresentata in prima assoluta al Teatro Costanzi di Roma nel 1898 sotto la direzione di Arturo Toscanini. Quest’opera si appropria di un linguaggio simbolista che subentra ed emerge già dal famoso “Inno al sole” utilizzato poi come inno ufficiale alle Olimpiadi di Roma del 1960. Oltre a lanciare la moda nippofila in Italia approfondita poi da Giacomo Puccini in Madama Butterfly.

La storia infatti narra di una certa Iris, figlia ingenua sempliciotta di un vecchio cieco che vive la sua vita meditando e godendo della natura e di tutto ciò che la compone: sole, luna, nuvole, mare, laghi ecc. Questo atteggiamento non fa altro che attirare le attenzioni di un nobile Osaka che la rapisce con la rappresentazione di un teatrino di pupi che l’incantano. Iris così condotta da Osaka allo Yoshiwara, luogo di perdizione subisce un tentativo di violenza che terrorizza la ragazza. Infastidito così della purezza di Iris, Osaka la lascia in balìa di Kyoto, che la porta in una casa di piacere. Lì raggiunta e maledetta dal padre ignaro del rapimento, Iris si getta, per la vergogna, in un baratro morendo sotto il bacio del sole, che trasforma il suo corpo nel fiore che ha il suo nome e che, sotto una direzione attenta e acuta l’Orchestra Filarmonica Campana ha saputo esalare le più intime emozioni dell’innocente Iris.

Un programma intenso che si è concluso con le tipiche canzoni campane di cui tutto il mondo ne è conoscenza ed acclamazione: Torna a Surrient e O’Sole Mio, di cui ancora oggi, a distanza di un mese, si ricordano le luci di accompagnamento del pubblico e il calore dei loro applausi.

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