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La storia del santuario di Materdomini di Caposele, dove San Gerardo protegge madri e bambini

Avellino
11 Giugno 2019 18:36 Di Elisabetta Fasanaro
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San Gerardo Maiella è conosciuto come il santo protettore delle madri e dei bambini non solo in Italia ma in gran parte d’Europa, e a Materdomini di Caposele (Avellino) sorge il suo santuario, frequentemente visitato da fedeli e in particolare coppie che sperano nell’aiuto del santo per poter finalmente diventare genitori. Non a caso l’area più conosciuta del santuario è la Sala dei Fiocchi, completamente tappezzata di fiocchi celebrativi della nascita e donati dai neo genitori in segno di ringraziamento.

Sebbene il suo santuario sia molto frequentato, non tutti conoscono il motivo per cui Gerardo Maiella è il protettore di mamme e bambini: secondo la tradizione infatti poco prima di morire nel 1755 all’età di soli 29 anni, Gerardo fu ospitato da una famiglia a Oliveto Citra (Salerno) e lì lasciò un suo fazzoletto. Una bambina gli corse dietro per restituirglielo, ma Gerardo le disse ti tenerlo poiché un giorno le sarebbe servito. Diversi anni dopo la bambina era ormai diventata una donna sposata ed era prossima al parto, ma i medici non credevano che ce l’avrebbe fatta. Ricordandosi del fazzoletto lasciatole da Gerardo, chiese che glielo ponessero sulla pancia: immediatamente i dolori cessarono ed ella partorì senza complicazioni.

Il santuario di Materdomini invece ha origini molto più antiche del santo cui è dedicato: i primi documenti che citano il santuario risalgono al 1200, quando fra i beni dell’arcidiocesi di Conza è indicata anche la chiesa di Santa Maria del Sele. Sono due le leggende relative alla chiesa e alla sua fondazione: una racconta che sia stata trovata da alcuni pastori che si trovavano da quelle parti, l’altra che l’edificio sia stato costruito da un gruppo di contadini in seguito all’apparizione della Madonna su un campo di sambuchi.

L’edificio originario crollò in seguito al terremoto del 1980 ma fu ricostruito e inaugurato il 20 aprile del 2000 e ora conserva il corpo del santo, cui ogni anno migliaia di fedeli fanno visita. Durante la ricostruzione si è voluto anche ricreare la stanza dove il santo abitò durante la sua permanenza a Materdomini, ed è stata arredata con oggetti e mobilio che risalgono proprio al ‘700, e sull’architrave della porta è stato scritto “Qui si fa la volontà di Dio come vuole e per quanto vuole Dio”, che lo stesso Gerardo aveva fatto scrivere in passato. Nella struttura è tuttora conservata anche la statua che raffigura San Gerardo, è rimasta intatta durante il sisma.

 

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