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Ecco perché si chiama “Pignasecca”, le origini della storica strada

Curiosità
10 Giugno 2019 17:45 Di Elisabetta Fasanaro
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La Pignasecca è una piccola strada situata dietro la centrale piazza Salvo D’Acquisto (anche conosciuta come piazza Carità), e che ospita uno dei più antichi mercati all’aperto della città, nonché osterie tipiche e negozietti che la rendono una strada molto popolata da napoletani e turisti.

Quando Napoli era ancora chiusa dalle mura di cinta, la Pignasecca si trovava all’esterno e proprio per questo non era una zona popolata come lo è oggi: l’area ospitava tutt’al più edifici religiosi e fastose ville nobiliari. L’area apparteneva infatti alla famiglia Pignatelli di Monteleone e aveva un nome molto diverso da quello che conosciamo, cioè Biancomangiare, che derivava da un dolce prodotto tipicamente da quelle parti.

Il cambio di nome da Biancomangiare a Pignasecca ha due versioni differenti legate però da un elemento in comune: la gazza ladra, uccello tipicamente attratto da oggetti luccicanti che tende a rubare ed accumulare nel proprio nido. La prima versione risale al 1536, periodo in cui le aree verdi del centro vennero cementificate per dare spazio a nuove costruzioni: all’abbattimento di tutti gli alberi della zona sopravvisse solo un pino, in napoletano detto “pigna”, che ospitava diverse gazze ladre. Le gazze seminavano il disordine nel quartiere a causa dei loro piccoli furti e i residenti provarono quindi a scacciarle, ottenendo come risultato che il pino si seccò misteriosamente e morì: da qui il nome “Pignasecca”.

La seconda versione prenderebbe luogo all’inizio del ‘500: all’epoca l’area boschiva della zona era utilizzata come nido d’amore per le molte coppie clandestine che andavano lì per appartarsi; la segretezza di queste unioni fu però violata proprio dalle gazze, che cominciarono a  rubare non solo preziosi ma anche oggetti più inusuali come capi d’intimo e oggetti personali che nascondevano poi nel pino e che portavano alla scoperta delle relazioni clandestine. Fra le “vittime” dei furti figurava anche un ecclesiastico, colto in flagrante da una gazza mentre era in compagnia della sua perpetua e che fu  per questo centro dei pettegolezzi nel quartiere.

Per tentare di placare la tempesta che aleggiava ormai sulla Chiesa fu emanata una bolla di scomunica nei confronti delle stesse gazze, unico modo per poter allontanare lo scandalo: tre giorni dopo l’affissione della bolla, le gazze scomparvero e il pino seccò misteriosamente. Questa storia è rimasta nella memoria collettiva degli abitanti della Pignasecca, che infatti affermano che la mattina presto sia ancora possibile sentire il verso delle gazze.

 

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