Ultimo aggiornamento martedì, 16 Luglio 2019 - 21:04

Mazzoleni va in pensione, Napoli festeggia. Lui ammette: “L’errore più grave in favore della Juve”

Calcio Napoli
6 Giugno 2019 09:25 Di redazione
3'

Dopo 28 anni di direzioni arbitrali, Paolo Silvio Mazzoleni va in “pensione” e dice addio all’attività agonistica. Il fischietto di Bergamo, 45 anni tra pochi giorni, lascia dopo oltre 200 gare in serie A suggellate da diverse, e allo stesso tempo, clamorose polemiche.

Il suo addio ha diviso le tifoserie d’Italia. A Napoli, ad esempio, è stato accolto quasi come una liberazione. Il motivo? Sono diverse le gare che hanno visto protagonista in negativo il signor Mazzoleni. Dalla Supercoppa di Pechino nel 2012 contro la Juve all’ultimo Inter-Napoli culminato con l’espulsione di Koulibaly dopo gli applausi ironici rivolti all’insensibile fischietto, accusato di non aver sospeso temporaneamente la gara dopo i cori razzisti ripetuti in più di una circostanza dai tifosi locali.

Due pesi e due misure. Questo è quello che è stato spesso contestato all’arbitro di Bergamo. Lui però nega tutto e, in una lunga intervista a “L’Eco di Bergamo” annuncia anche l’uscita prossima di un libro. Il suo futuro professionale dovrebbe continuare nel gruppo unico dei Var, a dare una mano ai giovani arbitri sul campo. Il rapporto con Napoli e la sua squadra di calcio non è mai stato idilliaco. Basta leggere la risposta alla prima domanda per rendersene conto.

Mazzoleni parla dei giocatori che più l’hanno impressionato e con cui aveva il miglior rapporto. L’unica nota stonata è rappresentata da Marek Hamsik, il “meno sopportabile” (e ce ne vuole considerato il carattere mite del centrocampista slovacco): “Ibrahimovic il più forte che ho visto, l’unico che sul campo ti dava la sensazione di poter vincere le partite da solo. Messi il simbolo del talento, Cristiano Ronaldo la macchina perfetta. Zanetti e De Rossi i più carismatici, Hamsik quello meno sopportabile”.

L’errore più clamoroso, Mazzoleni – a detta sua – lo ha commesso in favore della Juve: “Uno degli errori che più mi tormentano è un rigore in Juventus-Genoa: lo fischio, chiedo aiuto ai leader in campo, Del Piero che ha subìto il fallo giura che era in area, i genoani sostengono il contrario. Io l’ho visto in area: rigore. La sera vedo le immagini: fuori area di un metro. Bene: oggi, con il Var, a quell’errore si rimedia in pochi secondi. Perché gli arbitri ambiscono alla trasparenza, non esistono trame per far vincere questo o quello. L’arbitro è un uomo, in quanto tale capita che sbagli. Io prima di una gara non ero mai teso, dopo trovavo pace guardandomi allo specchio e guardando dentro me stesso, prima di coricarmi. Li ho sempre trovato la serenità”.

Quando si passa invece ad analizzare gli errori che hanno penalizzato le altre squadre, e qui i riferimenti sono a due gare che hanno visto protagonista il Napoli, Mazzoleni è irremovibile. Per il fischietto di Bergamo non ci sono state decisioni errate, neppure dopo quel Juve-Napoli (4-2 in Supercoppa a Pechino) o dopo il rosso a Koulibaly in Inter-Napoli: “Nessuna decisione sbagliata, quel rosso a Pandev è figlio della segnalazione di un assistente, Stefani, che poi ha fatto anche la finale dei Mondiali in Brasile con Rizzoli. Il rosso a Koulibaly è una decisione che nessuno può contestare: è il regolamento. I buu razzisti sono di competenza delle autorità, non dell’arbitro”.

Mazzoleni, il "top player" della Juventus che dopo Pechino lascia in vetta i bianconeri

LEGGI COMMENTI