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Ucciso e seppellito perché “corteggiava” la moglie del boss: 30anni a Gaetano Formicola e Givoanni Tabasco

Cronaca
15 Maggio 2019 15:16 Di redazione
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Dopo la confessione avvenuta la scorsa settimana, il baby boss Gaetano Formicola e il cugino Giovanni Tabasco detto “birillino“, entrambi 24enni,  sono stati condannati a 30 anni di reclusione per l’omicidio di Vincenzo Amendola, il 19enne ucciso a colpi di pistola e seppellito in un fondo agricolo. Scomparso la sera del 5 febbraio 2016, è stato ritrovato senza vita il 19 dello stesso mese in un terreno non molto distante dalle case popolari di Taverna del Ferro. Questa la decisione dei giudici della Corte di Assise di Appello di Napoli che hanno tenuto conto dell’ammissione degli addebiti dei due imputati (difesi dagli avvocati Leopoldo Perone, Claudio Davino e Mauro Valentino) cancellando la condanna all’ergastolo comminata in primo grado dal giudice per le indagini preliminari al termine del processo con rito abbreviato. Condanna ridotta anche per Raffaele Morra, 35enne proprietario del terreno, difeso dall’avvocato Antonio Sorbilli, condannato a 4 anni e 8 mesi per sottrazione del cadavere.

L’omicidio è stato ricostruito grazie alle dichiarazioni di Gaetano Nunziato, oggi 26enne collaboratore di giustizia, che indicò ai poliziotti dove si trovava il cadavere di Vincenzo dopo aver partecipato alla brutale esecuzione. Nunziato ha anche spiegato il movente dell’omicidio del giovane che frequentava la casa dove viveva la moglie del boss Antonio Formicola, detto ‘o chiatto, 40enne in carcere da diversi anni. L’omicidio di Amendola è maturato all’interno del clan Formicola per tutelare l’onore del boss Antonio perché si era sparsa la voce di una presunta relazione sentimentale tra la vittima 19enne e la moglie del capo clan.

Gaetano Formicola

FREQUENTAVA LA CASA DEL BOSS – “Era un po’ il factotum della famiglia di Geatano – ha raccontato agli investigatori Nunziato -, spesso dormiva a casa loro e svolgeva ogni tipo di commissione”. E’ proprio questo via vai dall’abitazione del clan che sarebbe costato caro ad Amendola, ucciso perché avrebbe iniziato a “corteggiare”, anche con messaggi spinti, la padrona di casa. Un affronto di cui si sarebbe vantato con qualcuno tanto da provocare la folle reazione di Gaetano Formicola.

L’OMICIDIO – La sera del 5 febbraio Amendola venne portato sul luogo del delitto dallo stesso Nunziato. Tabasco, invece, si sarebbe procurato l’arma mentre Formicola sarebbe stato l’esecutore materiale dell’efferato omicidio. I piani però non vanno come previsto: la pistola si inceppa e al secondo tentativo il proiettile colpisce a un occhio Vincenzo. Mentre piange e chiede perdono in ginocchio, viene finito da un colpo d’arma da fuoco alla testa. Preziose per la ricostruzione dell’omicidio anche le informazioni che hanno forniti i familiari della vittima e altre persone presenti quando Vincenzo venne prelevato per poi essere condotto sul luogo dell’omicidio.

LACRIME DI COCCODRILLO SU FACEBOOK – Lo stesso Tabasco il 19 febbraio, giorno in cui venne ritrovato il cadavere di Vincenzo, pubblicò su Facebook una foto con la vittima durante una serata in discoteca. Nell’immagine si vede Amendola con il pollice alzato che abbraccia Tabasco che ha in mano una bottiglia di Belvedere (costosa vodka polacca).

Gaetano Formicola

 

 

 

 

 

 

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