Ultimo aggiornamento mercoledì, 22 maggio 2019 - 13:49

Donna muore in ospedale dopo ore di attesa, la denuncia dei familiari: “Mancava persino il termometro”

La vittima è una donna 66enne ricoverata al San Giovanni Bosco e poi trasferita al Cardarelli. Per i parenti potrebbe essere un caso di mala sanità

Salute
14 Maggio 2019 21:53 Di redazione
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Si chiamava Anna Rosaria Olmo e aveva 66 anni. Lo scorso venerdì è stata ricoverata presso l’ospedale San Giovanni Bosco perché non riusciva più ad orinare. Dopo un’odissea durata tre giorni, ore di attesa e un trasferimento al Cardarelli, la donna è deceduta.

Per i figli della vittima potrebbe essersi trattato di un caso di mala sanità. “Troppe ore di attesa, tempi lunghi per il trasferimento da un nosocomio all’altro e la mancanza persino del termometro“. Queste le parole dei figli di Anna Rosaria riportate da Il Mattino.

Secondo il quotidiano che ha riportato la notizia, i figli della 66enne hanno chiesto tutta la documentazione medica relativa alla madre ed hanno sporto denuncia per quello che potrebbe essere un altro caso di mala sanità.

Anna Rosaria è deceduta domenica sera presso l’ospedale collinare dopo che le erano stati rifatti tutti gli esami necessari e diagnosticata l’infezione alle vie urinarie. Dal San Giovanni Bosco il Direttore Rago ha dichiarato che il personale del nosocomio ha rispettato tutti i protocolli facendo il possibile per la salute della donna.

IL RACCONTO DEL FIGLIO DELLA VITTIMA – “Verso le 11 del mattino, abbiamo portato mamma al pronto soccorso del San Giovanni Bosco dove era stata assistita egregiamente anni fa per alcune patologie. Stavolta siamo arrivati al punto che dopo ore di permanenza al pronto soccorso, ho dovuto comprare un termometro in farmacia perché non ne trovavano e mia madre aveva 40 di febbre. Dopo un’ecografia che ha attestato il blocco delle vie urinarie, sono trascorse troppe ore per il trasporto della paziente in un altro ospedale“, ha raccontato Marco de Chiara.

Quest’ultimo ha continuato: “Ci hanno detto che era necessario un ricovero in un reparto di Urologia per operarla dal momento che non c’è questa specialistica al San Giovanni Bosco, ci aspettavamo il trasferimento in strutture competenti invece solo alle 21 l’hanno portata con un’ambulanza al pronto soccorso del Cardarelli“.

LE DICHIARAZIONI DELL’AVVOCATO – “Si tratta dell’ennesimo possibile episodio di malasanità in Campania avvenuto all’ospedale San Giovanni Bosco. Qui si è manifestata una condizione altamente disagiata e a dir poco irrispettosa della dignità del paziente con lunghe ore di attesa e l’assenza di strumentazione idonea ed adeguata alla cura della stessa, compreso un banale termometro. Siamo pronti alla formulazione dell’esposto dinanzi alle competenti autorità al fine di far emergere le eventuali responsabilità di tipo penale“, ha affermato l’avvocato che assiste la famiglia Olmo, Riccardo Vizzino.

LA RISPOSTA DEL NOSOCOMIO – Abbiamo i termometri ma bisogna attendere il proprio turno soprattutto quando il pronto soccorso è affollato. La paziente è stata sottoposta a tutte le possibili cure che potevano esserle fornite nel nostro presidio dai tracciati alla terapia antibiotica. Ci sono le ricevute dei fax che mostrano la ricerca effettuata più volte dai sanitari per trovare un posto in Urologia presso gli ospedali dotati di questo reparto ma nonostante i ripetuti tentativi e le richieste inviate al 118 e alle centrali Core e Cot non è uscita nessuna disponibilità. Per questi motivi è per evitare altre attese la paziente è stata trasportata al pronto soccorso del Cardarelli che comunque è dotato del reparto“, ha dichiarato Roberto Rago, direttore del San Giovanni Bosco che specifica.

Donna muore in ospedale dopo ore di attesa, la denuncia dei familiari: "Mancava persino il termometro"

foto da Il Mattino

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