Ultimo aggiornamento venerdì, 19 Luglio 2019 - 23:36

Per De Laurentiis chi vive a Barra, e quindi in periferia, è un camorrista. Sollecitato, il Napoli tace

Calcio Napoli
13 Marzo 2019 20:13 Di Ciro Cuozzo
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Se sei di Barra allora sei colluso con la camorra“. Dichiarazioni vergognose quelle che vengono attribuite al presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. Offese gratuite rivolte ai napoletani e nello specifico all’assessore allo Sport del comune partenopeo Ciro Borriello, durante l’incontro istituzionale tenutosi martedì pomeriggio alla mostra d’Oltremare per le Universiadi e i lavori di riqualificazione dello stadio San Paolo di Napoli.

Il virgolettato, riportato questa mattina dall’edizione cartacea di Repubblica Napoli e confermato nel pomeriggio dallo stesso Borriello, non può essere derubricato a un semplice ed ennesimo sfottò verso i napoletani. De Laurentiis, la cui famiglia è originaria di Torre Annunziata, questa volta è andato oltre, mettendo sullo stesso livello camorristi (pochi) e cittadini (tanti) di un quartiere della periferia orientale di Napoli.

Tutto è nato da un’accesa discussione sul colore dei nuovi sediolini del San Paolo. Comune e Regione (che finanzia i lavori) concordano per l’azzurro, “colore storicamente identificato ed amato dalla tifoseria partenopea”, ADL invece opta per diversi colori per “esigenze televisive”: sediolini multicolor per colmare parzialmente l’eventuale carenza di pubblico.

LA VICENDA – Diatriba degenerata dopo la provocazione dell’assessore Borriello che ha “rassicurato” De Laurentiis sugli spalti vuoti suggerendogli di acquistare giocatori per far ritornare il pubblico allo stadio. Apriti cielo, ADL sbotta. Continua a sottolineare “le presenze opache  – così come scrive Alessio Gemma su Repubblica – all’interno del tifo organizzato”. Lo scontro è prossimo:

“Il calcio è passione, io vengo da Barra…”, continua l’assessore. De Laurentiis lo interrompe: “Se sei di Barra, allora sei colluso con la camorra…” . Pronta la risposta di Borriello: “No, se ero colluso con la camorra non stavo nella giunta de Magistris”. L’assessore prova in tutti i modi a convincere De Laurentiis: “Guardi che in curva B ci va anche il presidente dell’Ordine degli ingegneri che non mi sembra affatto un camorrista…”.

LE PAROLE DI BORRIELLO – Sulle vergognose parole che sarebbero uscite dalla bocca di De Laurentiis è tornato nel pomeriggio l’assessore Borriello. In un post su Facebook ha parlato di una pericolosa “equazione” fatta dal presidente del Napoli.

Frange di tifo, camorra, periferia”, è fuorviante e lesiva. Così si è voluto criminalizzare una passione, una identificazione, un modo di comportarsi che parte dall’essere tifoso fino ad arrivare ad una grande emozione pubblica e partecipata in maniera corale, a tratti incontenibile. E’ del tutto evidente che siamo i primi a condannare episodi violenti e qualsiasi comportamento che non rispetti le regole, dentro e fuori dallo stadio.
Tuttavia da persona di periferia ritengo che una tale “associazione” offenda persone e territori di una parte della città, ne calpesta storia e sensibilità, rende debole il tessuto sociale che attraversa intere generazioni. Tutto questo è lontano dallo sport.

IL SILENZIO DEL NAPOLI – VocediNapoli.it ha contattato l’ufficio stampa del Napoli Calcio nella persona di Guido Baldari. Alla richiesta di un chiarimento sulle presunte dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis – riportate, lo ripetiamo, da uno dei principali quotidiani italiani e confermate dalla (sempre presunta) parte offesa – non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Apparentemente l’ufficio stampa del Napoli, impegnato nella trasferta austriaca di Europa League, era all’oscuro di tutto. Una volta messo al corrente dei fatti (o presunti tali) non è arrivata più alcuna risposta.

I tifosi partenopei sono purtroppo abituati alle offese e alle esternazioni gratuite del presidente De Laurentiis ma essere definiti camorristi solo perché residenti a Barra, o in altri luoghi di periferia della città, è però altra cosa.

“Chiedo al presidente di smentire o di chiarire la faccenda – ha scritto su Facebook la giornalista Anna Trieste -. In primis perché Barra è il mio quartiere e francamente noi barresi che buttiamo il sangue onestamente dalla mattina alla sera per mettere il piatto a tavola ci siamo scassati il cazzo di essere etichettati sempre come brutti, sporchi e camorristi. In secundis perché se Dela l’avesse detto davvero allora io dovrei dire che siccome lui è di Torre Annunziata allora è colluso coi Gionta e con gli assassini di Giancarlo Siani. Jamm presidè, smentisci!”.

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