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Napoli, la vergogna del peggior vestito di Carnevale: bambino vestito da deportato della Sohah

L'immagine di un bimbo vestito come il protagonista de "Il bambino con il pigiama a righe" ha giustamente indignato l'opinione pubblica

Cronaca
26 Febbraio 2019 16:03 Di redazione
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Se ne sono visti tanti per strada di costumi di carnevale di pessimo gusto. Bambini ridicolizzati e messi alla gogna da genitori irresponsabili che danno sfogo alla loro ignoranza e bassezza culturale. Ma mai era apparso un bimbo vestito come un piccolo ebreo deportato all’interno di un campo di concentramento nazista per quello che è stato uno dei capitoli peggiori della nostra storia: l’olocausto.

È probabile che i suoi genitori, quelli che hanno avuto l’idea, manco lo sanno cosa abbia voluto dire la Shoah e lo sterminio di 6 milioni di persone. Sta di fatto che i veri modelli che ispiravano i costumi carnevaleschi della tradizione (personaggi dei libri, dei cartoni animati, delle maschere italiane) non esistono più e questo è simbolo di una deriva sociale e culturale che non ha fine. I barbari sono tra noi.

LE PAROLE DI BORRELLI –

Il bambino con il pigiama a righe” diventa un travestimento di #Carnevale a #Napoli. Borrelli e Simioli: ‘Premio per la peggiore maschera, schiaffo alla memoria dell’Olocausto. Inquietante la reazione della madre che parla di goliardata’. Troviamo fuori luogo e di pessimo gusto che un dramma come la deportazione nei campi di sterminio nazisti possa diventare spunto per un travestimento di Carnevale”. Così il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il conduttore de ‘La Radiazza’ su Radio Marte Gianni Simioli sulla foto che circola sui social che ritrae un bambino napoletano travestito dal protagonista del film ‘Il bambino con il pigiama a righe’. ‘Possiamo affermare senza ombra di dubbio che vince il premio come peggiore maschera. Il piccolo, ovviamente, non ha nessuna colpa. La responsabilità di questa bruttissima immagine è dei genitori. E’ inconcepibile la leggerezza con cui alcune persone affrontano la trattazione di uno dei punti più bui della storia. La reazione della madre, tra l’altro, risulta particolarmente inquietante. Invece di comprendere l’errore, si lascia andare ad una filippica contro la mancanza di ironia e parla senza alcuna vergogna di “caricatura alle vittime dell’Olocausto’. Ma come si può sorridere della Shoah e trasformarla in una macabra carnevalata?“.

IL POST DI BORRELLI –

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